GEAPRESS – Parchi, nazionali e regionali, quasi come riserve di caccia. In Campania, le Guardie del WWF in collaborazione con i Carabinieri, hanno fermato cacciatori cinghialisti nel bel mezzo del Parco Regionale dei Monti Picentini. Era già successo, in una delle ultime operazioni comunicate del WWF, ma nel Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e Alburni.

Il WWF non ha ancora diffuso un suo comunicato ma secondo notizie già circolate sulla stampa parrebbe trattarsi di una squadra composta da 11 elementi, tutti, tranne uno, in possesso di regolare porto d’armi uso caccia. Ai cacciatori è stato contestato il reato di caccia illegale in area protetta, porto e detenzioni di armi e munizioni senza licenza. Sarebbero stati contestati anche altri reati, sempre in area Parco, tra i quali uccellagione ed abbattimento di specie protetta.

Sempre il WWF, ma della regione Puglia, denuncia invece la diffusa caccia illegale all’interno del Parco Nazionale del Gargano. Nelle isole Tremiti ed in quella di San Domino, la situazione sarebbe fuori controllo. Caccia illegale che si svolgerebbe, sempre secondo la denuncia del WWF, alla luce del sole. Bracconieri che si aggirerebbero tra i sentieri in apparente tranquillità. Tutto segnalato, oltre che all’Ente Parco, anche alla Forestale ed alla Procura della Repubblica di Foggia.

Nuovi interventi della Forestale, invece, all’interno del Parco Nazionale della Sila. Due diverse operazioni di polizia, condotte dal personale forestale dei Comandi Stazione Parco di Cotronei e Gariglione, supportati dal Reparto di Val di Neto, tutti dipendenti dal Coordinamento Territoriale del CFS per l’Ambiente di Cosenza. Ad essere denunciati quattro cacciatori del crotonese.

I primi due stavano eseguendo, in piena area Parco, una battuta alla beccaccia. Tanto evidente non solo per le particolarità evidenziate dalla Forestale, ma anche per la presenza di due collari beeper. Si tratta, in realtà, di strumenti di segnalazione acustica, molto utilizzati dai cacciatori di beccaccia. Alcuni modelli sono venduti evidenziando come sia possibile radiocomandare fino a tre cani contemporaneamente. Un cane a comando radio, insomma. Ai due cacciatori, oltre ai beeper, sono stati sequestrati anche fucili e munizioni.

Gli altri due cacciatori avevano posteggiato il loro fuoristrada proprio ai confini del Parco. Erano muniti di fucili caricati a pallettoni.

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