GEAPRESS – In genere dei cacciatori si ha paura quando sparano a distanze inferiori da quelle di sicurezza previste per le abitazioni. Oppure quando, così come consentito dall’ art. 842 del Codice Civile, possono scavalcarla recinzione di una proprietà privata e sparare alla fauna selvatica che vive n u terreno privato.  Ma quanto successo oggi a Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno, travalica ogni immaginazione.

Il cacciatore, infatti, non curante di trovarsi vicino al centro abitato, non ha esitato a sparare ad un cervo, direttamente dal balcone di casa. I vicini atterriti hanno subito chiamato i Carabinieri della Compagnia di Cortina D”Ampezzo che, intervenuti immediatamente sul posto, hanno trovato il cacciatore mentre stava tirando il cervo sanguinante dentro casa. I riscontri balistici hanno confermato quanto rendicontato dai vicini di casa del cacciatore il quale è stato denunciato per il reato di “esplosioni pericolose”. Chiesto alla Prefettura di Belluno, il ritiro del porto d’armi.

Nella provincia di Belluno è consentita la caccia agli ungulati fin da un secondo dopo la nascita (vedi articolo GeaPress). La Provincia ha pure provveduto ad attrezzare delle sorte di obitori-macellerie dove gli animali vengono sezionati e destinati all’alimentazione. Il calendario venatorio provinciale aveva giustamente scatenato le proteste degli abitanti per la caccia ai cosìddetti “bambi” ed ora, evidentemente, anche per i cacciatori che sparano dalle finestre di casa. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).