GEAPRESS – Non avevano il porto d’armi in corso di validità, i quattro cacciatori di frodo sorpresi dal Comandante del Servizio Tutela Gestione Ambientale del Parco di San Rossore. Con il buio della sera i bracconieri avevano lasciato le loro automobili in località “Le Tre Buche”, nel Comune di Pisa, vicino alla sponda del fiume Arno. Avevano, poi, proseguito a bordo di un piccolo natante, ma intorno all’una e venti i tre hanno riattraversato il fiume e sono stati bloccati dai sette agenti del Corpo Forestale del Comando Stazione di San Rossore e del Posto Fisso a Cavallo, che si erano appostati vicino alle loro auto.

Con loro un cinghiale maschio già eviscerato, un visore notturno corredato di telecomandi per accensione e spegnimento, un segaccio a serramanico sporco di sangue ancora fresco, un paio di tenaglie, due fucili basculanti cal.44 muniti di silenziatori artigianali, n.22 munizioni cal.44 e n.13 bossoli vuoti (nella foto). Tanto per non farsi mancare niente pure una sacca da pesca ed un retino. Singolare il mezzo scelto per il trasporto dei selvatici abbattuti. Una bicicletta tipo “Graziella”,  appositamente modificata. Per i tre la denuncia di esercizio di caccia in zona vietata, con mezzi non consentiti, senza porto d’armi in corso di validità e per alterazione di arma.

Era invece un noto cacciatore di una locale riserva di caccia l’autore del grave episodio di bracconaggio che ha visto vittima una femmina di capriolo ed il suo piccolo. I fatti sono avvenuti a Castello Tesino, in provincia di Trento. A intervenire il personale della Stazione Forestale di Castello Tesino su segnalazione dei Guardiacaccia.

In provincia di Viterbo, invece, è intervenuto il personale del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Acquapendente ed il locale Comando dei Carabinieri. Ad essere fermato, ancora con il buio della notte, un uomo trovato in possesso, all’interno della propria autovettura, di un cinghiale abbattuto ed oggetti uso caccia. Nel corso della perquisizione domiciliare è stato rinvenuto un discreto quantitativo di polvere da sparo. Denunciato per violazione della legge sulla caccia.

A Curtarolo, in provincia di Padova, la Polizia Provinciale ha invece fermato un cacciatore residente nel capoluogo, trovato in possesso di richiami illegali.

Questo solo nelle ultime ore. Appena pochi giorni addietro, invece, la Polizia Provinciale di Lecce ha fermato 15 persone (due senza porto d’armi uso caccia) e denunciate a vario titolo per violazione della legge sulla caccia. In tutto sono stati controllati un centinaio di cacciatori.

Un altro cacciatore è stato denunciato dalla Polizia Provinciale di Ancona, perché sorpreso a cacciare all’interno della Riserva Naturale Riva Bianca di Jesi. 

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