GEAPRESS – Ancora uccellini implumi per gli allevatori delle cacce di tradizione (in alcune regioni reato in altre … cultura!). Uno stillicidio ormai continuo di poveri animali prelevati dai nidi e destinati ad essere allevati per la caccia da capanno.

L’intervento di oggi è in provincia di Prato e riguarda il fermo di un’autovettura con targa polacca, operato dai Carabinieri, con all’interno ben 400 piccoli implumi di “cesena”, una specie di tordo.

Grossi quantitativi come già verificatosi l’anno scorso a Udine, dove la Polstrada fermò altri polacchi con 550 nidiacei (vedi articolo GeaPress).

A dare ora la notizia del sequestro di Prato è la LIPU che ha ricoverato, grazie all’aiuto della Polizia Provinciale di Prato e di Livorno, la metà dei poveri uccellini presso il Centro di Cruma (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici) di Livorno. I restanti 200 sono stati ricoverati al Cetras (Centro Toscano Recupero Avifauna Selvatica) di Empoli.

I piccoli animali vengono prelevati implumi dai nidi e sessati, ovvero gli viene aperto l’addome con una lametta per verificarne il sesso. “Utili” ai cacciatori sono solo i maschi per il loro canto. Le femmine vengono subito eliminate. La ferita dei maschietti, invece, viene ricomposta con un colla rapida. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).