Savona – a pesca tra il distributore di carburante e il terminal delle crociere
No della Protezione Animali alle concessioni di pesca, dopo anni di divieto, in diverse zone del congestionato porto di Savona.
Secondo l’ENPA “era da tempo che la potente lobby dei pescatori con canna lo chiedeva, sostenuta da numerosi consiglieri comunali, provinciali e regionali“.
Consiglieri, denunciano sempre dall’ENPA, spesso assenti sui problemi sociali seri. E poi quel patrocinio legale gratuito fornito dai Comuni di Savona e Vado, è stato proprio il colmo. “Era addirittura partito un appello al Presidente della Repubblica – riferiscono dalla Protezione Animale savonese – ed alla fine la Capitaneria ha dovuto cedere!“.
La pesca con canna e lenza è stata ora autorizzata in un’ampia zona della vecchia darsena. Si tratta della banchina 11, tra il terminal delle crociere e il ponte mobile fino al distributore di carburante posto sotto la torretta. Secondo la Capitaneria di porto si tratta della banchina recentemente ristrutturata che costituisce la passeggiata amare l’ungo la via Aurelia. L’area venne interdetta alla pesca per misure di sicurezza conseguenti agli attentati dell’11 settembre. Ora, l’area ricade fuori dall’area doganale.
Intanto, in darsena, si potrà pescare di nuovo. “E’ purtroppo tempo perso ricordare che un pesce preso all’amo ed asfissiato – dicono dall’ENPA di Savona – soffre allo stesso modo di un cane o di un gatto; ma l’associazione chiede: è proprio impossibile rinunciare ad uccidere pesci anche nei porti dove, almeno per ragioni di sicurezza, il buon senso dovrebbe sconsigliare la presenza di estranei alle congestionate attività di movimentazione di merci e passeggeri?”.
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati








In questa zona del porto pescavano tranquillamente anche prima, quand’era vietato… magari la Capitaneria non se ne accorgeva (!) ma succedeva regolarmente.
Cmq oltre a ragioni di sicurezza (trascuriamo il rispetto per la vita, concetto difficle per alcuni) la pesca dal porto andrebbe vietata per ragioni di igiene, non ci vuole un genio per valutare il grado di inquinamento di questo specchio di mare.