gattino nero
GEAPRESS – Porta sfiga. Così una volontaria si è sentita ripetare dai bambini ai quali aveva chiesto spiegazioni in merito ad un gattino nero portato in una busta di plastica. Ad indirizzarli verso i contenitori di un paese della provincia di Viterbo sarebbe stata la loro stessa madre, evidentemente vittima di tradizioni sciocche e crudeli.

La volontaria ha così tolto di mano la busta ai ragazzini, non senza qualche polemica.

Il micetto è in realtà una femminuccia – riferisce a GeaPress Patrizia Di Tullio, volontaria romana che ha raccolto la testimonianza, oltre che lo stesso gatto, di chi ha salvato il povero animale –  Quei bambini giocavano in piazza con la micetta chiusa nella busta. Non erano più piccolissimi, intorno agli otto nove anni. Non voglio immaginare cosa sarebbe successo senza l’intervento provvidenziale della volontaria che si trovava in quel luogo. Un segnale – conclude Patrizia – di quanto sia ancora viva una mentalità retrogada e oltremodo crudele”.

La micetta, intanto, con il suo bel pelo lucido e nero, cresce bene. Fatta visitare da un Veterinario, non presenta problemi di salute ma, una volta portata in casa ha rivelato un particolare ancora più preoccupante. La micetta, infatti, è perfettamente abituata alla lettiera. Qualcuno, cioè, potrebbe averla vista nascere, ma il colore del pelo aveva però indotto ad ucciderla. Ancora più allarmente è poi il fatto che tale tremendo compito fosse stato affidato da una madre ai propri figli.

Per l’adozione della micetta, questa la mail messa a disposizione dalla volontaria patrizia.dt@gmail.com

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati