GEAPRESS – Non solo Villetta Barrea, ma anche Civitella Alfedena ed altri centri del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Anzi, non solo Parco Nazionale visto che la presenza di ungulati in prossimità di aree abitate, se non addirittura al loro interno, è un fenomeno ormai non più eccezionale. Il motivo, più o meno, è sempre lo stesso. Maggiore facilità nel procacciarsi il cibo e sicurezza del luogo. A Villetta Barrea i cervi è possibile vederli direttamente dalle finestre di casa mentre mangiano la fresca vegetazione che cinge le sponde del fiume Sangro.

Si osservano a volte in piccoli branchi ed in genere non danno fastidio. Oreste, però, era diventato una presenza costante da ben dieci anni. Due quintali di cervo in piena salute e con un considerevole palco di corna. In occasione del primo maggio, Oreste si è ritrovato le vie del paese più movimentate del solito. Poi la villetta comunale con tutte quelle persone che si godevano una giornata di riposo all’aria aperta. Si è infastidito ed è saltato sulla prima macchina che gli è capitata improvvisamente a tiro, ovvero quella del locale Comando Stazione dei Carabinieri. I militari hanno prima tentato di farlo allontanare con tranquillità, ma lui parrebbe avere risposto, tentando di caricare anche loro. Poi, non trovando di meglio da fare, si è andato ad infilare proprio nella villetta comunale. Indispensabile a questo punto l’intervento del personale del Parco e di un Veterinario che hanno provveduto al trasferimento di Oreste nel Centro faunistico di Pescasseroli. Poche ore addietro il Parco ha comunicato che verrà liberato in un luogo distante da Barrea, ovvero direttamente a contatto con la natura a lui più consona.

Niente più passeggiate per le vie del piccolo centro incastonato tra i boschi del Parco Nazionale. Oreste non si faceva mancare niente. Dai prati a ridosso del fiume Sangro a qualche zampettata tra le allegre acque che scorrono fin dentro il centro abitato. Poi, in alcune occasioni, ha fatto capolino all’interno dei cortili protetti da cancelli che apriva a suon di colpi di muso. Non ha mai dato fastidio. Poi, martedì scorso, qualcosa non ha funzionato. Il Parco ricorda a questo proposito come trattasi sempre di animali selvatici. Un maschio di cervo, per via della sua mole ed il possente palco di corna è in grado in infliggere danni anche molto seri. Dispiace per i bambini. Oreste era diventato una sorte di mascotte, ma è meglio così, anche per lui.

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