occhi cane
GEAPRESS – L’incendio del canile municipale di Verona avvenuto l’altro ieri notte e che ha causato la morte di otto cani (vedi articolo GEAPRESS), fa emergere il problema degli annosi ritardi nella costruzione di una nuova struttura. A dichiararlo in una nota stampa è un ampio cartello di associazioni veronesi che chiedono ora l’impegno del comune di Verona nel portare a termine il completamento dell’opera e chiarezza su eventuali responsabilità.

Secondo le associazioni firmatarie (Animalisti Verona, ENPA, Gaia, LAV, Lega Nazionale per la difesa del Cane sezione di Verona e Legnano, OIPA e Tribù Animale) nelle struttura non sarebbe prevista vigilanza nelle ore di chiusura.

Si potrebbe archiviare questo tristissimo episodio come un fortuito, doloroso incidente – dichiarano le associazioni che però aggiungono  come a loro avviso quanto accaduto potrebbe non essere casuale. “Si tratta invece, se mai ce ne fosse ancora bisogno – aggiungo le associazioni – dell’ennesima dimostrazione del potenziale negativo di una società ben lontana dall’avere una cultura accettabile sul versante dei diritti degli animali, propria di un paese arretrato, distante dagli standard organizzativi e di civiltà europei“.

Secondo gli animalisti un Paese in grado di affrontare con serietà e capacità il problema del randagismo canino non avrebbe né canili sovraffollati né situazioni disastrose in larghe zone del proprio territorio. “Ed invece non si contano ormai più gli sprechi ed il malgoverno che da anni fanno sistematicamente sparire finanziamenti ad hoc (a Regioni, Comuni ed ASL) ed aumentare così i costi a carico della collettività“.

Una valutazione generale del fenomeno randagismo che però, tornando al caso veronese, si ricorda  come una buona parte della società civile veronese ha denunciato ritardi ed inefficienze nella progettazione e costruzione di un nuovo canile municipale.

Occorrerebbero finanziamenti che la Regione Veneto avrebbe concesso per la costruzione di nuovi canili. “Solo la nostra città – affermano gli animalisti – è rimasta al palo. Ci sono volute le lotte delle associazioni animaliste, in quegli anni – affermano le associazioni veronesi – per creare condizioni di vita migliori ai cani ospiti dei canili e paradossalmente proprio nella città in cui le sacrosante proteste avevano raggiunto i toni più accesi, fino all’occupazione del canile di via Campo Marzo del 1991, i lavori sono ancora in via di esecuzione“. Un dito puntato, dunque, contro le “tante amministrazioni ” che negli anni si sono succedute. La richiesta all’attuale Giunta è invece quella di fare chiarezza e rendere pubbliche quelle che le associazioni definiscono “eventuali responsabilità e negligenze“. In ultimo la richiesta decisiva: portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori della nuova struttura, che deve essere resa agibile quanto prima per poter accogliere i cani attualmente ospiti del vecchio canile di via Campo Marzo.

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