labrador
GEAPRESS – Sarebbe stato costretto per mesi nel balcone. Questo all’oggetto della denuncia della LAV di Verona dal quale è scaturito l’intervento del Corpo Forestale dello Stato.

I fatti, occorsi in un centro della provincia, hanno portato nella tarda mattinata di sabato allo sviluppo delle indagini. Dopo tre mesi di appostamenti dei volontari, riferisce la LAV di Verona,  effettuati in diverse ore del giorno e della notte il giovane  Labrador ha trovato finalmente la libertà: sequestrato da agenti del NIPAF del Corpo Forestale dello Stato. L’accusa è quella di detenzione incompatibile con le caratteristiche etologiche della specie.

Il cane è stato ora consegnato alle cure dell’associazione.

Il povero cane era stato preso come compagno di giochi per i figli sebbene, secondo la LAV, si è dovuto poi accontentare di vedere la  famiglia solo attraverso il vetro della finestra. Anzi, sempre ad avviso della LAV, il balcone sarebbe stato ridotto ad un tappeto di escrementi, nessun riparo dal sole cocente o dal freddo, nessuna protezione dal pavimento arroventato o gelido, costretto a sdraiarsi sulle sue deiezioni poiché lì trascorreva la sua intera vita.

Ancora nello scorso maggio, gli agenti del Corpo Forestale che hanno seguito il caso denunciato dalla LAV veronese avevano imposto alla proprietà di non costringere il cane sul balcone senza accesso all’abitazione, in una condizione di isolamento e di sofferenza, soprattutto nelle giornate calde, quando la temperatura diviene insopportabile a causa del riverbero provocato dal muro della casa e dal pavimento infuocato. Le indicazioni prescritte tuttavia non sarebbero state osservate e quindi il GIP, dott.ssa Isabella Cesari, su richiesta del P.M., dott.ssa Valeria Ardito, ha disposto il sequestro preventivo dell’animale e il suo affidamento alla LAV.

La storia di Jack è comune purtroppo a quella di molti altri animali d’affezione – cani, gatti, roditori e uccelli – che sempre più frequentemente vengono relegati a vivere su balconi e terrazze degli appartamenti anche in condizioni climatiche avverse e pericolose per la loro salute” afferma Lorenza Zanaboni, Responsabile della Sede veronese della LAV. “Riceviamo continue segnalazioni e richieste di intervento per situazioni analoghe a quella del povero Jack. Chi si prende in casa un animale ha l’obbligo di garantirgli un livello accettabile di benessere: lo impongono sia la legge che il buon senso.

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