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GEAPRESS – Il Tribunale di Verona ha ritenuta valida un’ammenda di 2000 euro per le precarie condizioni di detenzione del loro cane.

Ne da comunicazione la LAV di Verona che sottolinea come il Giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento formulata dagli imputati. Si tratta di due persone residenti in provincia la cui pena è stata sospesa.

Il reato contestato non è quello di maltrattamento ma il 727 del Codice Penale applicato sulla base di quanto appurato ovvero, così come riporta la LAV, “aver costretto il cane, un meticcio di Dalmata, a vivere rinchiuso per buona parte dell’anno in una cantina interrata priva di luce, e solo per qualche breve periodo in giardino, comunque sempre a catena”. Il povero animale, sottolineano gli animalisti, avrebbe così trascorso la vita limitato nella libertà di movimento e privato della possibilità di interagire e socializzare.

La denuncia era partita da indagini effettuate nella primavera e nell’estate del 2013 da volontari della sede veronese della LAV. Era poi seguito il sequestro dell’animale operato dal Corpo Forestale dello Stato.

Il cagnolino, anziano e in precarie condizioni di salute, era stato dato in affido giudiziario alla LAV stessa che aveva provveduto a collocarlo presso una famiglia dove ha trascorso, accudito e curato, l’ultimo anno della sua vita.
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