GEAPRESS – Un mare di fango, argini rotti in almeno 20 punti, 3000 sfollati e poi, purtroppo, i morti. Scene strazianti ed impietose. L’acqua arriva e porta via tutto. E gli animali? Nei prossimi giorni si inizierà a capire cosa è realmente successo. Intanto il Presidente Zaia delle cacce in deroga ha sospeso l’attività venatoria. Si …, va bè. L’ha fatto solo per la caccia in forma vagante, solo per la fauna stanziale, solo in quattro provincie e solo fino a sabato! Scontentissima la LAC, Lega per l’Abolizione della Caccia, che aveva invitato fino a ieri mattina Zaia finalmente ad intervenire. Ed invece, in luoghi e tempi limitati, ad essere riparati dal piombo interalluvione saranno (solo) la lepre, il fagiano, la volpe e gli ungulati. In tutto 13 specie su 49 impallinabili anche in eventi eccezionali come quello occorso in questi giorni. E’ infatti lo stesso Zaia ad annunciare che ha piovuto molto di più rispetto all’alluvione del 1966. Eppure, ricorda la LAC, la caccia va per legge sospesa “per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche“. Particolari … neanche eccezionali.

Tutto sommato il Presidente Zaia è coerente. E gli altri animali?

Un comunicato di ENPA comunica l’intervento con un’ altra Associazione (trattavasi in realtà dell’ANPANA) nel parco Querini. Ridotto in un enorme lago, poco o nulla si sa dei conigli, nutrie ed altri animali che lì vi erano. E’ stato possibile recuperare solo quattro conigli. Gli aiuti sono affluiti nel rifugio di Gogna, della stessa ENPA, fuori, per fortuna, dall’area alluvionata.

L’ANPANA ha continuato anche oggi i sopralluoghi, ha dichiarato a GeaPress Stefano Daltoso, Vicepresidente dell’ANPANA vicentina. A lui hanno fatto capo i volontari dell’alto vicentino, dove oltre alla pioggia si è aggiunta la neve caduta nei giorni scorsi ed ora sciolta anche a seguito delle temperature più alte. “L’alluvione ha fatto danni ingenti, a persone ma anche agli animali – ha aggiunto Daltoso – La difficoltà maggiore è anche quella di riuscire a fare da tramite, nel caos generale, tra gli animali recuperati ed i padroni che li stanno cercando. Questo – ha aggiunto Daltoso – quando non si tratta di randagi o altri animali non anagrafati“.

In effetti, quello che appare nel diluvio di fango che ha coperto il Veneto è la scarsa coordinazione in generale degli interventi in favore degli animali. Frutto, evidentemente, di una sottovalutazione delle emergenze ambientali come fonte di guai anche per gli animali. Ad apparire dirompenti, ancora una volta i volontari “indipendenti”. Così vogliono definirsi, ad esempio, Patrizia Danazzo e Antonella Roana. Sebbene sostenute dall’Associazione “Con Fido nel Cuore”, formano con la loro attività una forma primordiale di coordinamento degli interventi. Patrizia Danazzo, che ha costituito un gruppo Facebook per coordinare i numerosi volontari, tiene a ringraziarli tutti.

Sono eccezionali – dichiara Patrizia – si sta lavorando senza sosta non solo per salvare gli animali, ma anche per cercare di costituire un punto di incontro tra chi ha perso il proprio animale e quelli ritrovati. Ogni volta è una speranza, spesso infranta, ma in alcuni casi ci siamo riusciti. Alcuni hanno il microchip, altri no, oppure sono microchippati ma non iscritti all’anagrafe“.

C’è poi il problema di chi ha smarrito gli animali, spesso appartenenti a colonie feline.

“Ci inviano le foto, nel caso li avessimo trovati noi” – specifica Patrizia.

Ma cosa avete recuperato fino ad ora?

I dati aggiornati li ho fino ad ieri. Ancora i volontari sono in giro. Tante storie. Il piccolo cocker e il barboncino. Il proprietario lo è venuto a prendere ieri sera. Poi altri cinque cani, e poi un dalmata senza microchip, un vitello, polli, un maialino. Tutti infangati, sommersi dall’acqua e poi c’è la bastardina con il collare verde e la scritta “Luna”. Aveva una grande ferita, è morta, come un’altra cagnetta, una lupetta. Non è andata sempre così, per fortuna. Non possiamo fermarci un attimo. Pensi – conclude Patrizia – che dovevamo andare a depositare l’atto costitutivo dell’Associazione che abbiamo costituito con i volontari, ed è venuto giù l’alluvione“.

Pazienza, la burocrazia potrà aspettare. Fosse così anche quella di Zaia, sarebbe meglio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).