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GEAPRESS – Uno scenario tale da fare ipotizzare il maltrattamento di animali. Cani chihuahua e shitzu divenuti oggetto di intervento della Polizia  Provinciale di Monza e Brianza coadiuvata dall’ENPA di Monza, nell’appartamento di due donne originarie dell’est Europa.

L’ipotesi alla quale stanno indagando gli inquirenti è quella di un allevamento finalizzato alla vendita.

L’intervento congiunto ha visto lavorare fianco a fianco le guardie zoofile OIPA di Milano e Varese, l’Enpa di Monza, la Polizia Provinciale di Monza e Brianza, la Polizia Locale e il Corpo Forestale dello Stato e la Asl di Varese. Stante quanto comunicato dell’OIPA è stato necessario abbattere la porta d’entrata dell’appartamento ove sono stati poi trovati ben 43 cani. Si tratta sia di cuccioli che adulti di razza chihuahua e shitzu ed un levriero afghano.

Gli animali sarebbero stati rinchiusi all’interno di diverse stanze, isolati dal mondo esterno e in condizioni igieniche che l’Oipa definisce pessime. Curiosa la destinazione di una stanza, tanto da fare ipotizzare una detenzione  di animali non conformi agli standard di razza. Forse, riferisce sempre l’Oipa, “scartati” perchè non vendibili.

Oltre ai cani, sono stati trovati anche due pappagalli, di cui uno rinchiuso in una gabbia sottodimensionata.

Tutti gli animali sono stati posti sotto sequestro penale e trasferiti in varie strutture nelle province di Varese, Monza e Milano, mentre le due donne dovranno ora difendersi dall’accusa di maltrattamento di animali. Le indagini sono in corso per appurare la provenienza di alcuni esemplari e verificare eventuali contatti con il traffico di cuccioli provenienti dall’Est Europa.

“L’operazione – hanno riferito le Guardie dell’OIPA – ha avuto un buon riscontro grazie alla collaborazione tra Guardie Zoofile, associazioni e Forze dell’Ordine: ci auguriamo quindi che questo circolo virtuoso non si interrompa per poter davvero fare la differenza in difesa dei diritti animali”.

N.B. : nel corso dell’intervento congiunto ha operato anche la ASL di Monza Brianza, che ha seguito con costante professionalità il caso.

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