GEAPRESS – L’insolito ritrovamento è avvenuto a Savona, grosso modo tra il porto e la stazione ferroviaria. Il ghiro si era rifugiato nel piccolo vano motore di un motociclo e di andar via, proprio non voleva sapere. Non è riuscito nell’opera dissuasiva il proprietario, così come alcuni passanti. Infine, per recuperalo, ma non senza fatica, c’è voluta tutta la pazienza delle volontarie dell’ENPA di Savona.

Maria ed Alessandra, questo il nome delle volontarie, sono state un bel pò prima di recuperare il vivace maschietto di Ghiro che ha sfoderato tutte le sue riottosità pur di non lasciare il rifugio. Per lui, evidentemente, quel luogo era sicuro. Infine ha ceduto ed è stato così portato presso la sede dell’ENPA dove è stato visitato per constatarne lo stato di salute. Opportunamente rinfocillato è stato poi trasferito verso l’entroterra ed infine liberato nei boschi.

Rimane un mistero su cosa, un ghiro, potesse aver trovato di interessante nel centro di Savona. L’ENPA ricorda che appartine ad una specie protetta. Forse una fuga da una soffitta, cosa che può capitare, sebbene molto improbabile per il luogo del ritrovamento. Oppure la fuga da chissà quale storia.

I Ghiri, infatti, vengono mangiati per via del loro grasso e non è infrequente, specie in alcune regioni (vedi articolo e foto GeaPress), che possa finire nei piatti di qualche ristoratore disonesto. Questo, però, non è il periodo adatto. Gli animali, infatti, già da tempo si sono svegliati dal letargo invernale e non hanno ancora recuperato le riserve di grasso per il successivo riposino stagionale. Mistero fitto, dunque, ma almeno per questa storia, il lieto fine è stato assicurato, grazie a Maria, Alessandra e all’ENPA di Savona.  

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