GEAPRESS – Era stato recuperato il 5 dicembre scorso. Proveniva dalla provincia di Pisa e la sua riabilitazione è stata lunga e difficile. La liberazione è infatti avvenuta solo nella scorsa primavera. Il nero cormorano era stato centrato da una fucilata. Il suo corpo era pieno di pallini di piombo. Le condizioni di salute, quando è stato ricoverato al CRUMA, lo speciale ospedale della LIPU di Livorno, erano disperate. Ipotermico ed iporeattivo. Un caso difficile, sia sotto il profilo farmacologico che comportamentale, ricorda Gianluca Bedini, Responsabile del CRUMA. “Doveva essere alimentato in maniera forzata – riferisce Bedini – ed in alcuni casi sono arrivato a maneggiarlo a mani nude, un fatto impensabile per un animale sano

Anche quando non c’è stato più bisogno dell’uomo, il nostro cormorano di riprendere a mangiare autonomamente, non voleva proprio saperne. “Richiedeva ancora la nutrizione forzata – riferisce il Responsabile del CRUMA – e mi seguiva per il cibo“.

Si è richiesta così una riabilitazione particolare. L’animale è stato gradatamente spinto ad alimentari da solo. Non proprio obtorto collo, dal momento in cui la LIPU è intervenuta gradualmente non facendogli mai mancare nulla. Via via, dopo tanto tempo ed infinita pazienza, è tornato autonomo. I problemi, però, non erano ancora finiti. Continuava, infatti, a rimanere immobile. Solo dopo l’ennesimo intervento degli operatori guidati dal dott. Ceccarelli, Direttore Sanitario del CRUMA, il cormorano ha ripreso la giusta reattività. Non dipendeva più dall’uomo. Era tornato come prima. Prima, cioè, di quel brutto incontro che lo aveva riempito di pallini di piombo. Un’intera rosa, ricorda Gianluca Bedini. Interventi difficili e ripetuti, ma indispensabili per restituirlo alla vita selvatica.

Infine il volo liberatorio, avvenuto nell’oasi LIPU di Massaciuccoli, in provincia di Lucca. Nel lago è stato seguito con discrezione. Lui, il cormorano, tornato nel suo ambiente, e l’uomo, ovvero gli operatori della LIPU, con una presenza discreta quanto efficace. Armati di solo binocolo e cannocchiale hanno osservato che tutto filasse per il verso giusto.

E’ tornato libero, anche se trattasi “solo” di un cormorano, direbbe uno dei tanti denigratori di questo bellissimo uccello. Trattato con disprezzo e sempre pronto, suo malgrado, a divenire oggetto di proposte di apertura dell’attività venatoria. Ed invece, il nostro cormorano è tornato libero dopo mesi di riabilitazione, grazie alla LIPU ed agli esperti del CRUMA. Ricordiamo che in favore del CRUMA è aperta una sottoscrizione CLICCA QUI. Vi invitiamo a considerarla. Gli arrivi di animali, centrati dai pallini, incidentati, avvelenati, sembra non avere mai fine. Un aiuto, anche piccolo, può fare la differenza.

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