gallina

GEAPRESS – E’ morta, nonostante le cure prestate dai volontari, la gallina trovata all’interno di un sacco in un cassonetto dei rifiuti di Turi, in provincia di Bari.

Il volatile, a quanto pare, aveva una ferita al collo. Impossibile dire cosa può averla causata, anche se le ipotesi, non mancano.

La storia delle due galline di Turi (un secondo animale era stato trovato ormai morto all’interno dello stesso sacco) aveva particolarmente colpito e non solo per l’inusuale ritrovamento. Quel piccolo animale aveva rappresentato, con la sua tragica espressione, la fine di un “oggetto” d’allevamento. Non più in grado di produrre uova, era stata eliminata. Becco rotto fin da quando era un pulcino, per evitare ferimenti nelle gabbiette ove vengono ammassate, oltre che a presentare tutte le caratteristiche di un animale cresciuto in gabbia.

Il suo ritrovamento e la tenera espressione che aveva poi mostrato dirigendosi verso il fascio di luce provocato dalla squarcio nel sacco, era stato interpretato come una sorta di riscatto corrisposto dalla speranza dei volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che l’avevano salvata, di regalarle un bel giardino ove vivere.

Avevamo pensato ad un luogo tranquillo ove potesse razzolare in pace – riferisce a GeaPress Gaetano Pirulli, responsabile locale della Lega Difesa del Cane – Avrebbe potuto calpestare l’erba e correre quanto basta per provare sensazioni a lei sconosciute. Non è andata così. E dire che avevamo ricevuto più richieste di adozione“.

La gallina di Turi, è una delle tante, anzi tantissime, che ogni anno vengono allevate per le sue uova.  Una gallina ovaiola non vivrà mai fino al suo limite naturale. Dopo pochissimi anni la produttività cala e la gallina deve in qualche maniera sparire.

Per quella di Turi, era stato riservato un sacco di plastica.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati