GEAPRESS – È arrivato in Procura l’esposto dell’Ordine dei veterinari di Trento contro il Corpo Forestale Provinciale per accertare eventuali responsabilità nella vicenda che ha visto una femmina di capriolo morire tra atroci sofferenze.

I fatti risalgono al 24 agosto scorso quando una femmina di Capriolo è morta dopo ore di atroce agonia a causa di un automobilista a Moena (TN) che, dopo averla investita, è fuggito. L’animale rimasto in fin di vita sull’asfalto è stato soccorso da un veterinario che transitava casualmente e che si è immediatamente fermato. Il soccorritore, Fabrizio Pizzini, avrebbe voluto intervenire somministrando sedativi per alleviare il dolore provocato dalle numerose fratture e dal trauma subito. Il Capriolo, infatti, si lamentava in modo straziante, ma il medico è stato bloccato dagli agenti del Corpo Forestale provinciale immediatamente contattati.

I presenti hanno atteso l’arrivo degli agenti, assistendo impotenti all’agonia dell’animale che è morto tra atroci sofferenze. Per questo motivo, l’Ordine dei veterinari di Trento, presieduto da Alberto Aloisi, ha presentato un esposto in Procura contro il Corpo Forestale provinciale. Nell’esposto si chiede di valutare eventuali responsabilità penali e si definisce “paradossale” che scelte di natura medica siano affidate alla Forestale. Si sottolinea che “occorre comprendere se oggi sia ancora accettabile che, di fronte a situazioni nelle quali il buon senso e l’obbligo morale ma prima ancora giuridico di attivarsi della pubblica amministrazione, possa essere surclassato da protocolli asettici e burocratizzati dietro i quali ci si possa trincerare”.

Sul caso è intervenuto anche Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice Presidente della commissione per il Benessere degli Animali. “Sono allibito per come è stato trattato quel povero animale – ha dichiarato l’On.le Zanoni – Evitare sofferenze inutili ad un animale in fin di vita è un dovere irrinunciabile dei funzionari pubblici, soprattutto di quelli che istituzionalmente sono tenuti alla tutela della fauna. Sono allibito e amareggiato per quanto è accaduto, perché bastava lasciare lavorare il veterinario presente per alleviare le atroci sofferenze del povero Capriolo condannato a morte. Mi auguro che venga chiarita la situazione e sia sottolineato che il diritto degli animali deve prevalere su freddi iter burocratici. Da parte mia tutto il sostegno ai veterinari e la disponibilità di portare eventualmente la questione a conoscenza della Commissione Europea“.

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