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GEAPRESS – “Prendo atto delle parole con cui il sindaco Fassino  ha in queste ore dato la sua disponibilità a provvedere immediatamente a trovare una sistemazione ai cani “orfani” della struttura di via Germagnano ed a cercare risorse per consentire ad Enpa di proseguire la sua attività in una nuova sede. Attendiamo a breve atti concreti, in assenza dei quali non siamo in grado di garantire per il futuro una ripresa dell’attività a cui è diffusamente riconosciuta, come dimostrano le già centinaia di attestazioni giunte nella sola giornata di oggi, un’altissima funzione sociale“. Lo ha dichiarato Marco Bravi, responsabile della Protezione Animali torinese, nonché presidente del Consiglio Nazionale di Enpa, dopo la nota diffusa dall’Ufficio Stampa del Comune di Torino

Giunti a questo punto le parole non bastano: servano fatti concreti e servono subito – prosegue Bravi -. Di parole, di promesse, di rassicurazione abbiamo sentite fin troppe ma queste non hanno impedito il verificarsi di un attacco criminale che nella storia di Enpa non ha precedenti e che ha privato della loro casa 70 cani, causando danni per 100 mila euro” (vedi FOTOGALLERY DEVASTAZIONE).

Nella sua nota, il Sindaco Fassino è  intervenuto sulla vicenda rendendo noto di avere “chiesto al Prefetto della Città di concordare con le Forze dell’ordine una più intensa attività di controllo e presidio del territorio con l’obiettivo di assicurare legalità in un’area più volte interessata da episodi che non possono essere tollerati. Nel contempo verrà fornito un aiuto concreto e immediato agli operatori del canile dell’Enpa di Via Germagnano, la cui struttura è stata vandalizzata nelle scorse ore. Sarà il canile cittadino ad ospitare gli animali attualmente senza rifugio e a collaborare con i volontari dell’Enpa, impossibilitati a svolgere le proprie attività”.

L’Amministrazione – ha continuato il Sindaco – si sente comunque impegnata a sostenere l’Associazione con la ricerca di risorse che consentano di riprendere l’importante attività in una nuova sede”.

Per le prossime settimane il Comune di Torino ha previsto una intensificazione dei controlli diretti e continui sul campo e il potenziamento dell’attività della postazione fissa del Nucleo Nomadi della Polizia Municipale all’interno degli uffici Amiat di via Germagnano. Il Comune ricorda che dal 2013 ad oggi sono stati realizzati a cura dell’Amministrazione, interventi finalizzati ad aumentare le protezioni della sede ENPA, come ad esempio l’ampliamento e asfaltatura della strada verso la sede ENPA, il posizionamento di barriere New Jersey con rete metallica e due interventi successivi riguardanti la sistemazione delle cancell

Il raid, ricorda però l’ENPA, non è giunto inaspettato ma rappresenta il prevedibile punto di arrivo di una lunga serie di minacce, atti intimidatori, vere e proprie aggressioni fisiche che  poste in essere dagli occupanti del campo nomadi adiacente alla struttura, contro i volontari e gli operatori dell’Enpa.

Siamo esasperati – aggiunge Bravi – le leggi del nostro Paese devono essere rispettate da tutti, a prescindere dalle appartenenze etniche e culturali di ciascuno. Invece a Torino sono anni che segnaliamo alle autorità la situazione di estremo degrado nella quale versa la zona del canile, con denunce che risalgono addirittura all’amministrazione Chiamparino. Tuttavia, fino ad oggi nessuno si è degnato di muovere un dito per garantire l’incolumità delle persone che frequentano la struttura. Non più tardi di tre mesi fa una nostra volontaria era stata oggetto di una grave aggressione. In quella circostanza il Comune ci aveva fornito ampie rassicurazioni. Ma ad oggi l’unica novità è stata la devastazione del canile“.

L’ENPA rivolge dunque un appello affichè i responsabili di questa aggressione, definita vile e terribile, vengano cercati non soltanto tra gli autori materiali di questo gesto criminale, autori che l’Enpa auspica siano al più presto identificati e perseguiti a norma di legge, ma anche “tra quanti – a livello istituzionale – hanno consentito, con il loro lavarsene le mani, che tutto ciò accadesse e che hanno pertanto una precisa responsabilità politica nella vicenda”.

Con l’occasione, l’Ente Nazionale Protezione Animali ringrazia i numerosissimi cittadini che in queste ore, stanno esprimendo in vari modi, con apporti fattivi e concreti, la propria solidarietà all’associazione. Chi volesse contribuire al ripristino delle funzionalità base della struttura può dare il suo contributo con un versamento sull’ IBAN IT05M0609001004000001116090 intestato a Enpa Torino – via Germagnano 8 – 10156 – Torino. Si precisa che, al fine di evitare qualsiasi strumentalizzazione, ENPA non appoggerà nessuna iniziativa o azione dimostrativa non organizzata dal proprio sodalizio.

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