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GEAPRESS – Ha il corpo invaso dai pallini di piombo. Almeno diciassette quelli esattamente individuati ma in alcuni punti i proiettili appaiono sovrapporsi. Il povero Falco Pellegrino, nell’impatto con la rosa di pallini, ha riportato la frattura dell’osso dell’ala sinistra.

L’animale, atterrato a seguito della fucilata, è stato individuato a Tolfa (RM) dall’Associazione Recupero Fauna (ARF), una no profit operante nel Lazio e composta da veterinari, biologi e naturalisti, specializzati in fauna selvatica ed esotica. Molti i recuperi effettuati su segnalazione del Corpo Forestale dello Stato.

Le condizioni del Falco Pellegrino sono apparse subito gravi. L’animale, dal 4 novembre scorso, è ricoverato presso il Centro Veterinario Cassia diretto dal dott. Adriano Dinacci. Secondo il professionista, da noi contattato, la frattura è di una certa importanza. Il rapace dovrà per questo essere sottoposto ad un intervento chirurgico nella speranza, riferisce il dott. Dinacci a GeaPress, di potere risolvere il grave danno subito. Il tutto in funzione di una piena riabilitazione e successiva liberazione. La strada, comunque, sarà lunga.

Secondo la dott.ssa Sabrina Calandra, presidente dell’Associazione Recupero Fauna, il rischio è anche quello del saturnismo, ovvero l’avvelenamento da piombo. Si tratta di una malattia molto grave, che può condurre alla morte. Non sempre, infatti, è possibile asportare chirurgicamente i pallini che si vanno a collocare in parti inoperabili e molto delicate.

Per il povero Falco Pellegrino di Tolfa, intanto, vi è tutta l’attenzione sia del Centro Veterinario del dott. Dinacci che dei professionisti volontari dell’ARF, associazione alla quale lo stesso Dinacci aderisce.

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