cane a terra
GEAPRESS – Intervento dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari in merito ai soccorsi che si sono registrati nelle zone terremotate del centro Italia, in favore degli animali coinvolti dal sisma.

In particolare l’ANMVI lancia un documento di proprosta da attuarsi nelle more di una riforma della Protezione Civile. Questo non senza aver rilevato alcune criticità che a suo dire sarebbero emerse nelle tipologie dei soccorsi.

Per l’ANMVI i Medici Veterinari dei territori direttamente colpiti da calamità naturali si confermano la prima risorsa umana e professionale. Il loro apporto fin dalla prima emergenza – nonostante il dramma e il disagio- deve essere riconosciuto in via prioritaria e valorizzato. Sono loro che si sono prodigati, a catastrofe in atto e subito dopo i crolli, anche in favore degli stessi cani da soccorso.

Questa risorsa professionale va tutelata, salvaguardando il tessuto economico-produttivo alla base del suo reddito. Per questo ANMVI non ritiene opportuno che gli interventi in favore degli animali vedano la presenza – sovradimensionata ed eccessivamente prolungata- di soggetti esterni alla professione veterinaria e ai territori colpiti. Al contrario, è doveroso e opportuno ristabilire nel più breve tempo possibile le condizioni di esercizio professionale ante-calamità.

Siamo in contatto con i nostri Colleghi delle aree del sisma– dichiara Marco Melosi- e dopo il trauma, i danni e i lutti sono costretti ad assistere ad una invasione del loro territorio malgrado la popolazione animale del dopo-sisma sia perfettamente gestibile dai Medici Veterinari del posto: sono i loro pazienti, li conoscono bene perché li hanno sempre avuti in cura e non di rado li hanno salvati dal terremoto. Non c’è ragione di sottrarli all’esercizio professionale dei Colleghi residenti né di dislocarli. Dopo la prima emergenza, se si continuano ad ignorare i Medici Veterinari del posto, è lecito sospettare comportamenti speculativi e gare di visibilità mediatica di cui chi deve ricominciare non sente alcun bisogno”.

L’ANMVI ritiene improrogabile superare quello che definisce “l’approccio volontaristico, non professionale e scompostamente improvvisato che ancora caratterizza la gestione medico veterinarie delle emergenze, mancando un coordinamento istituzionalizzato e strutturato che faccia leva su professionalità medico-veterinarie appositamente organizzate, formate, accreditate e pronte all’intervento di emergenza. Preferibilmente reclutate nei territori colpiti o più prossimi”.

L’Associazione comunica di avere pronto un documento per le Autorità, a partire dalla Protezione Civile, basato su una organizzazione sistematica degli interventi di medicina veterinaria e sulla lezione dimenticata del terremoto aquilano del 2009.

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