GEAPRESS – La stessa struttura dei Servizi Veterinari del distretto di Mirandola, è inagibile. Attualmente il personale è ospitato presso il canile di Mirandola. Basta già questo per capire la situazione di precarietà venutasi a creare a seguito delle violente scosse di terremoto delle ultime 36 ore. Diciassette le vittime finora accertare, oltre 350 i feriti e 14.000 gli sfollati.

Molto parziali, ma preoccupanti, le notizie che arrivano dagli allevamenti del modenese ed in modo particolare dal distretto di Mirandola. Il controllo da parte degli stessi uffici veterinari è condizionato dalla presenza dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile. Stante le prime segnalazioni, sarebbero almeno quattro gli allevamenti crollati. Si tratterebbe di allevamenti di bovini da latte e di maiali. Strutture con un minimo di 200 animali, per i bovini, e di alcune migliaia nel caso dei maiali. Le informazioni pervenute ai Servizi Veterinari, riferiscono di mezzi pesanti che sono attesi per sollevare le macerie. Sotto di esse sarebbero stati notati animali ancora in vita, ma allo stato è impossibile fornire ulteriori informazioni.

Ai soccorsi stanno collaborando le associazioni di allevatori. Supporto tecnico proveniente anche da altre provincie. Da Brescia, ad esempio, arriva una struttura mobile di mungitura, essendo attualmente questo il problema più rilevante per i bovini, ove non è presente corrente elettrica. Per un altro allevamento, ovviamente scampato al crollo, sono invece attesi i generatori di corrente ma la struttura di mungitura, in questo caso, è intatta. C’è poi il caso di altri allevamenti che non sono riusciti a mettersi in contatto con gli Uffici veterinari. In questo caso gli operatori stanno lo stesso cercando di raggiungere i luoghi, sempre subordinando il controllo alla presenza dei Vigili del Fuoco.
Ammontano invece a parecchie decine di migliaia (forse addirittura oltre 200.000) le forme di parmigiano reggiano rovinate in terra.

Un’altra emergenza, sempre nel distretto di Mirandola, riguarda un grande allevamento di suini, per fortuna rimasto intatto. Sul posto, però, non arriva più acqua. A Mortizzuolo, inoltre, vi sarebbero gravi danni ad una stalla di bufale. Due animali sarebbero morti.

Diverse problematiche, ma non per questo meno impegnative, quelle relative agli animali d’affezione. Il problema più grande sembra essere quello dell’accogliemento dei cani appartenenti a famiglie sfollati. Poi c’è il problema del mantenimento di gatti ed altri animali, rimasti nelle case.

Sempre secondo l’ASL, i gruppi e le associazioni animaliste locali, avrebbero organizzato in queste ore una rete di soccorsi. Intatte, le strutture di accoglienza. Il canile di Mirandola ha già accolto undici cani di sfollati ed ha seri problemi di accoglienza di altri animali. I soccorritori, ad ogni nuovo ritrovamento, si rivolgono a loro. Dal canile di Formigine, sono per questo state inviate cucce e materiale di pronto soccorso. Lo stesso canile di Formigine ha a sua volta ospitato cinque cani e tre gatti provenienti da San Felice sul Panaro.

Intatto anche il canile – gattile di Finale Emilia. Anche lì, però, c’è il problema dell’accoglimento degli animali padronali. Dieci cani e alcuni gatti di campagna, sono già pervenuti. Per i gatti, spiegano alla struttura, alcuni si sono allontanati dalle case. Altri, però, rimangono nelle abitazioni sfollate. I Vigili del Fuoco, almeno una volta al giorno, entrando nelle zone interdette, accompagnano le persone per dare da mangiare ai micetti.

Un problema aggiunto è quello delle tendopoli, dal momento in cui non verrebbero fatti entrare i cani. Sono stati segnalati casi di alcune famiglie che si sarebbero rifiutate di entrare in tenda per rimanere vicino ai loro animali. In queste ore si starebbe tentando di fornire pensioni gratuite per lo stallo. Altri canili che stanno fornendo aiuto sono a San Prospero, il CSA di Modena, quello di Magreta, il canile di San Pietro In Elda. Hanno dato tutti disponibilità ad accogliere cani.

Secondo notizie pervenute al canile di Formigine, due segugi sarebbero attualmente intrappolati in una stalla dichiarata inagibile. Altri due, invece, si è riusciti ad allontanarli.

Poi, un’altra storia, sempre pervenuta al canile di Formigine. Riguarda dieci conigli, a quanto pare allevati per essere macellati. La piccola struttura di San Felice sul Panaro è stata trovata intatta, ma i coniglietti erano tutti morti di paura.

Al Centro il Pettirosso di Modena, si stanno invece recuperando giovani gheppi, civette e barbagianni caduti dai nidi, sebbene i volontari stanno dando una mano anche per gli allevamenti.

Una preoccupazione, però, viene riferita un po’ da tutti i volontari. Come succederà dopo che si saranno spenti i riflettori.

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