cane padronale III
GEAPRESS – Interrogazione parlamentare della Deputata Patrizia Ramsauer che nella giornata di ieri ha chiesto al Consiglio di Stato del Cantone Ticino di esprimersi sulla paventata eutanasia di cani italiani.

Il sospetto sollevato dalla Granconsigliera è quello di cani sani provenienti dall’Italia che sarebbero stati eutanasiati in Svizzera. Questo perchè la nostra legislazione impedirebbe un intervento di tal genere. Un’ipotesi che ha già sollevato numerose rimostrante, come nel caso della nota stampa diffusa dallo Sportello dei Diritti, diretto da Giovanni d’Agata cha ha riferito di un” aberrante turismo eutanasico in particolare alla vicina Svizzera, per il proprio animale domestico” senza che quest’ultimo sia gravemente ammalato, attuato da idioti che pensano che un animale sia una proprietà e non una creatura“.

Già nel 2008 la Deputata svizzera aveva sollevato il problema ottenendo risposta da parte del Gran Consiglio del Cantone Ticino. Secondo quest’ultimo un cane effettivamente proveniente dall’Italia sarebbe stato soppresso in territorio svizzero. Si sarebbe trattato di un cane morsicatore per il quale sarebbe stata refertata l’impossibilità di una terapia riabilitativa. La Deputata, però, aveva espresso le sue perplessità rilevando come proprio in Italia era stata offerta la possibilità di riabilitare l’animale, evitandone così la morte. Questa la risposta fornita dal Gran Consiglio: “L’Ufficio del veterinario cantonale ha esaminato la possibilità di consegnare il cane a centri di recupero in Italia o in altri cantoni, ma in base alle informazioni raccolte le garanzie di sicurezza per considerare un possibile ricollocamento dell’animale erano insufficienti“.

Dunque, sembra di capire, era stato portato in Svizzera.

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