rondoni
GEAPRESS – Salvi, ma grazie ad uno sforzo enorme dei volontari dell’ENPA di Savona. Sono i Rondoni che a decine vengono fatti affluire bisognosi di aiuto presso la sede della Protezione Animali.
Animali migratori altamente specializzati che sul finire dell’estate abbandonano i quartieri di nidificazione europei per dirigersi in Africa. Un impegno, quello dei rondoni recuperati, molto gravoso: cento rondoni, tutti curati ed  alimentati. Uno ad uno accuditi ed alimentati almeno dieci volte al giorno tutti i giorni, fino al recupero definitivo ed alla liberazione. Tra di essi, spiegano dall’ENPA di Savona, una decina presentavano le  penne delle ali spezzate tanto da impedire ai rondoni di  tornare a volare in tempo per la migrazione.

“La muta di un rondone – spiegano i volontari dell’ENPA – è lentissima e di fatto impossibile in  cattività“.

L’unica soluzione praticabile è una tecnica nota sotto il nome di “imping”. Si tratta del trapianto delle penne compromesse con altre  provenienti da soggetti deceduti.  Una procedura molto delicata che solo  pochi Veterinari sono in grado eseguire.  Nella massima economia, ovvero a proprie spese,  i volontari hanno accompagnato i rondoni fino alla Clinica del Rondone di Francoforte sul Reno dove è  avvenuta l’operazione.  Da qui, assieme ad un altro gruppo  di consimili, i rondoni savonesi sono stati trasferiti  a Fuerte Ventura, nelle Isole di Capo Verde. “Non con un volo speciale – spiegano i volontari savonesi – ma molto più economicamente trasportati da passeggeri amici. A Capo Verde fa caldo anche in inverno e i rondoni potranno così mettersi in viaggio per i quartieri di svernamento africani, finalmente salvi“.

Dure le critiche nei confronti della Provincia che, a detta della Protezione Animali, è deputata per legge ad occuparsi del soccorso della fauna selvatica in difficoltà.  Nel “mirino” degli animalisti, l’Assessore Vaccarezza ed il suo recente impegno in favore del calendario venatorio. “Gli  stanchi volontari della Protezione Animali – riporta il comunicato dell’ENPA –  soccorrevano al posto della Provincia centinaia di animali nelle spiagge e campagne, segnalati dai numerosi turisti che portano soldi all’asfittica economia  provinciale e che trovano, anche per merito dell’ENPA, una società meno  selvaggia e più accogliente“.

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