GEAPRESS – Chissà cosa ci faceva nei pressi dell’ippodromo, Di certo una giovane femmina di falco cuculo (nella foto), animale abbastanza raro tre le specie di rapaci, è caduto sulla pista dell’ippodromo di Villanova d’Albenga (SV). Il falchetto, usuale frequentatore dei boschi con presenza di radure, è stato così soccorso dai volontari della Protezione Animali ed attualmente è in cura presso la sede ENPA di Savona. Individuato il motivo della caduta e terminata la riabilitazione, sarà poi rimesso in libertà in una zona adeguata.

Per l’ENPA, questo ritrovamento rappresenta una nuova dimostrazione di come sia in atto un incremento di specie selvatiche che si avventurano o addirittura nidificano nei luoghi abitati. Un impegno in più per i volontari i quali, con il loro intervento, assolvono a compiti che la legge attribuisce alle province.

In tal maniera, ovvero con i selvatici, aumentano di fatto le specie cosiddette “critiche”. Non solo colombi e gabbiani ma anche caprioli e cinghiali. Per tenere questi animali lontani dagli abitati l’ENPA propone, ormai da anni, di affrontare il problema con metodi scientifici. I Comuni, invece, vietano di dare loro da mangiare, partendo dalla semplicistica ed errata convinzione che l’arrivo degli animali in città sia dovuto al fatto che alcune persone danno loro da mangiare. Non è certo il caso della femmina di Falco cuculo finita all’ippodromo, ma nel recente passato, proprio in Liguria, si sono avute delle polemiche per altri animali.

Contro ordinanze di divieto di dubbia validità legale e di inutilità certa, quali quelle emesse recentemente ad Albenga e Spotorno (ma Savona non è da meno), l’ENPA suggerisce invece di disciplinare la somministrazione di cibo, in modo da spostare le aree di frequentazione in zone cittadine meno critiche; ma finora l’unica amministrazione che gli ha dato ascolto è quella di Carcare.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati