GEAPRESS – Sono ormai numerosi i salvataggi di gabbiani che rimangono in varia maniera vittime di lenze, ami, e altri attrezzi da pesca utilizzati dai pescatori lungo le spiagge cittadine. Ma quest’ultimo salvataggio da parte dell’ENPA la dice lunga sull’incondizionato lavoro dei volontari.

Un gabbiano comune, già mutilato ad una zampa da un amo, si è impigliato nelle lenze di alcuni pescatori all’opera sulla spiaggia dello scaletto a Savona. L’animale tenta disperatamente di liberarsi, con l’unico risultato di avvolgersi ancora di più nelle lenze. Infine, cade in acqua. A questo punto sono gli stessi pescatori a chiamare il numero di reperibilità del soccorso della fauna selvatica dell’ENPA savonese. Il volatile ormai annaspava con una sola ala rimasta libera dal filo. La volontaria Maria Diani (nella foto insieme al gabbiano), interviene sul posto e valutata la situazione di emergenza per l’animale non esita a tuffarsi in acqua e raggiungere il povero gabbiano che ormai distava dalla riva una ventina di metri.

La prontezza e determinazione della soccorritrice ha permesso il recupero del gabbiano, poi, ricoverato presso la sede dell’ENPA. L’animale è stato finalmente liberato dai diversi metri di lenza attorcigliata intorno al corpo, e, terminate le cure, potrà tornare a volare.

Sono decine gli uccelli recuperati ogni anno dall’ENPA di Savona, soprattutto gabbiani e colombi, a causa di ami, esche artificiali e lenze abbandonati in spiaggia dai pescatori, con grave pericolo anche per le persone, soprattutto bambini. Proprio nei giorni scorsi erano stati recuperati un gabbiano reale a Varazze e un gabbiano comune nei pressi del porto di Savona. Quest’ultimo trovato “stritolato” dagli attrezzi dei cosiddetti pescatori di terra (vedi articolo GeaPress).

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