Savona: si tuffa in acqua per salvare un gabbiano
Intervento dell’ENPA.
GEAPRESS – Sono ormai numerosi i salvataggi di gabbiani che rimangono in varia maniera vittime di lenze, ami, e altri attrezzi da pesca utilizzati dai pescatori lungo le spiagge cittadine. Ma quest’ultimo salvataggio da parte dell’ENPA la dice lunga sull’incondizionato lavoro dei volontari.
Un gabbiano comune, già mutilato ad una zampa da un amo, si è impigliato nelle lenze di alcuni pescatori all’opera sulla spiaggia dello scaletto a Savona. L’animale tenta disperatamente di liberarsi, con l’unico risultato di avvolgersi ancora di più nelle lenze. Infine, cade in acqua. A questo punto sono gli stessi pescatori a chiamare il numero di reperibilità del soccorso della fauna selvatica dell’ENPA savonese. Il volatile ormai annaspava con una sola ala rimasta libera dal filo. La volontaria Maria Diani (nella foto insieme al gabbiano), interviene sul posto e valutata la situazione di emergenza per l’animale non esita a tuffarsi in acqua e raggiungere il povero gabbiano che ormai distava dalla riva una ventina di metri.
La prontezza e determinazione della soccorritrice ha permesso il recupero del gabbiano, poi, ricoverato presso la sede dell’ENPA. L’animale è stato finalmente liberato dai diversi metri di lenza attorcigliata intorno al corpo, e, terminate le cure, potrà tornare a volare.
Sono decine gli uccelli recuperati ogni anno dall’ENPA di Savona, soprattutto gabbiani e colombi, a causa di ami, esche artificiali e lenze abbandonati in spiaggia dai pescatori, con grave pericolo anche per le persone, soprattutto bambini. Proprio nei giorni scorsi erano stati recuperati un gabbiano reale a Varazze e un gabbiano comune nei pressi del porto di Savona. Quest’ultimo trovato “stritolato” dagli attrezzi dei cosiddetti pescatori di terra (vedi articolo GeaPress).
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ce ne fossero come la volontaria Maria Diani! a Lei va tutta la mia ammirazione!
Caspita che intraprendenza da parte della volontaria Maria Diani…. .
Ogni tanto e’ bello che Geapress scriva articoli che siano la testimonianza diretta di atti generosi da parte di certi esseri umani…
ciao gina 66.hai proprio ragione.la volontaria e’ stata tostissima,non e’ da tutti gettarsi in acque gelide!!!bravissima…comunque pure i pescatori devono darsi una calmata,il mare non e’ una loro proprieta’ che possono insozzare, a loro piacimento!!!
Ciao Elena ,e mentre c’e una volontaria” tostissima” che si getta nelle acque gelide per salvare un gabbiano in difficolta’,di contro esiste una realta’ tutta italiana alquanto imbarazzante, per un comandante, ora agli arresti domiciliari(?) che non ha avuto neanche il coraggio di rimanere e coordinare i soccorsi su una grande nave incagliata contro uno scoglio …
A proposito prendo spunto da cio’ che ho appena scritto perche’ vorrei complimentarmi con il Capitano DE FALCO per la grande fermezza che ha utilizzato nella telefonata che ha ascoltato tutto il mondo…!!
Sono queste le persone di” spessore” che devono e sanno stare al comando ..!!!
Persone capaci,coraggiose e intraprendenti al posto giusto…
Grande Maria Diani!!!
ciao gina66,concordo su tutto quello che hai scritto.
ti ammiro!!!
Non voglio spezzare una lancia a favore dei pescatori ma posso garantirvi che spesso l’abbandono di esche artificiali non è certo voluto, soprattutto considerando che si tratta di esche piuttosto costose (artificiali a forma di pesce e simili). A volte, come per le lenze, restano incagliate nell’azione di pesca e nel tentativo di liberarle, la lenza si spezza, lasciando il tutto agganciato a un tronco o una roccia sommersa. Può capitare che per azione delle onde queste lenze tornino poi a galla e soprattutto se dotato di esca artificiale attirino gli ignari gabbiani.
Ovviamente altro discorso per chi abbandona lenze di nylon e artificali volutamente, qui bisogna solo vergognarsi.
Dico questo perché una volta ero anch’io un pescatore e mi è capitato giusto in un paio di occasione di perdere una di queste esche in situazioni tali che era impossibile recuperarle. Mentre un’altra volta, “catturai” involontariamente un gabbiano che pensò bene di prendersi il pesce che aveva abboccatto (liberai sia lui che il pesce senza problemi – praticavo il no-kill).
Un consiglio che può essere utile è usare artificiali con ami singoli (senza ancorette) e privi di ardiglione. Magari scapperà un pesce in più ma sono anche meno pericolosi per gli animali in caso di smarrimento dell’artificiale.
ciao lorenzo,grazie di avermi chiarito un poco il mondo della pesca.