capriolo cucciolo
GEAPRESS – Mamme, di daino e lepre, che lasciano il loro piccolo, partorito qualche mese fa, nei prati dell’entroterra in mezzo all’erba ed agli arbusti.

Non sono abbandonati, spiega la Protezione Animali di Savona. Mentre lei si allontana per mangiare, il cucciolo, favorito dal mantello mimetico e senza alcun odore, sta immobile in attesa del suo ritorno. L’appello dell’ENPA è quindi pressante: se nelle vostre passeggiate intravvedete un cucciolo di capriolo, daino o lepre nell’erba, non avvicinatevi, non toccatelo e, soprattutto, non portatelo via nell’errata convinzione che sia abbandonato, perché non è vero!

Prelevare un cucciolo di capriolo, daino o lepre è non solo una violazione della legge a loro tutela ma vuol dire condannarlo ad una vita di prigionia e spesso ad una morte precoce, perché perde gli anticorpi ed il bagaglio di informazioni e comportamenti essenziali alla sopravvivenza in natura che solo la madre può dargli; e affidato ad una struttura di recupero, malgrado ogni cautela nell’allattamento artificiale e nella custodia, difficilmente riesce a diventare autosufficiente ed indipendente per essere poi rimesso in libertà.

Ma vi sono anche giovani di altre specie selvatiche che sembrano abbandonati dai genitori ma non lo sono. Si tratta dei piccoli di gabbiano, merlo e cornacchia, che scendono, non si sa perché, dai nidi prima ancora di saper volare ed i genitori li accudiscono a terra portandogli da mangiare e proteggendoli come possono; anche in questi casi, se gli animaletti non sono feriti e si trovano in un ambiente naturale, occorre non toccarli e lasciarli dove si trovano; diversa è la situazione se si trovano, accade sempre più spesso, in zone urbane con il pericolo di essere vittime del traffico o di cani e gatti; ma solo dopo aver accertato l’effettivo pericolo, si possono recuperare e consegnare alle associazioni animaliste che se ne occupano.

In tutti i casi dubbi è meglio consultarsi con chi è più esperto; l’ENPA di Savona, che soccorre la fauna selvatica in difficoltà in sostituzione della Regione Liguria, obbligata per legge ma che ancora non ha organizzato il servizio, mette a disposizione un numero di cellulare (345 635 0596), assolutamente riservato agli animali selvatici, tutti i giorni dalle 9 alle 19.

La Protezione Animali ricorda infine che il prelievo non autorizzato di fauna selvatica (ma anche il solo possesso) è un illecito penale sanzionato con un’ammenda sino a 1.500 euro di competenza del tribunale.

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