GEAPRESS – Senza esitazione si è diretto vero l’albero di piazzale Moroni a Savona. Ha impugnato la sega ed ha così tranciato proprio il ramo scelto dalle tortorelle per costruire il nido. Prelevato proprio lui, l’odiato nido, l’ha infine gettato vicino il cassonetto della spazzatura. Ai volontari dell’ENPA savonese, avvisati dell’ennesimo scempio, non è rimasto altro che correre nel luogo e raccogliere le due tortorelle.

L’ENPA ricorda che a partire dal mese di aprile e fino a tutto agosto, numerose specie selvatiche effettuano la cova ed il successivo allevamento dei nidiacei, anche sugli alberi cittadini. La legge vigente tutela sia i nidi che l’integrità degli animali, con pesanti sanzioni a carico dei responsabili. L’associazione chiede pertanto ai Comuni ed alle aziende incaricate controlli preventivi sulle piante da potare, per verificare che non siano presenti nidi e nidiacei non ancora autosufficienti ed incapaci al volo, rimandando gli interventi in caso positivo. Nel caso di Savona, riferisce la Protezione Animali, l’ATA, ovvero l’azienda multiservizi, lo sta già facendo, dimostrando grande sensibilità e professionalità.

Purtroppo le conseguenze dei disservizi sono spesso a carico dei volontari. Un lavoro faticoso, costoso e spesso inutile svezzamento artificiale di intere nidiate di merli, gazze, passeri, colombi e tortore, cadute a terra assieme ai rami segati inopportunamente.

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