capriolo
GEAPRESS – Un giovane capriolo, proveniente dall’alveo del torrente Teiro a Varazze (SV), si è gettato in mare, forse spaventato da qualcosa o qualcuno, o rincorso da cani da caccia. Lo riporta l’ENPA di Savona secondo la quale l’animale è stato scorto da alcuni surfisti, mentre i due bagnini dei bagni Stella, vedendolo in difficoltà, si sono tuffati e lo hanno portato a riva ricoverandolo in una cabina.

Le difficioltà, però, non sono finite. Una lunga serie di telefonate senza esito a diversi enti pubblici, finché sono intervenuti, come al solito, solo i volontari della Protezione Animali savonese. Il capriolo è stato recuperato e ricoverato presso la sede di Savona; aveva bevuto molta acqua ed era in ipotermia ma ora, con le indicazioni fornite da un veterinario specializzato in ungulati (il dr. Gasco di Vado Ligure), è riscaldato da una lampada ad infrarossi e curato con medicinali specifici; e forse si salverà.

L’ENPA sottoliena le continuate agonie di caprioli, daini e cinghiali feriti, per mancato recupero da parte degli Ambiti Territoriali di Caccia in provincia di Savona, dove in pochi giorni ne sono morti cinque. La vergognosa situazione è iniziata con l’approvazione da parte del consiglio regionale, l’ultimo giorno del 2015, di un comma che riduce il recupero dei selvatici feriti da parte degli Ambiti di caccia solo a caccia aperta; per incuria e indifferenza si è quindi creato un vuoto legislativo che fa morire gli ungulati feriti, con possibili non trascurabili conseguenze anche sulla pubblica incolumità; e sembra che qualcuna delle persone che hanno inutilmente chiesto l’intervento pubblico stia per segnalare i fatti alla Magistratura, mentre l’ENPA ha chiesto l’intervento sollecito del presidente Toti per ristabilire il servizio.

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