GEAPRESS – Alcuni cittadini che passeggiavano sull’Aurelia lo hanno visto annaspare penosamente nel disperato tentativo di restare a galla, nel tratto di mare tra Celle e Varazze. Allertati i volontari dell’ENPA di Savona, sono scattati immediati i soccorsi. Grazie all’intervento della Capitaneria di Porto e di un gommone dei Vigili del Fuoco di Varazze, guidati dal Caposquadra Roberto Veronesi, il povero gabbiano è stato tratto in salvo e portato a terra.

L’uccello semiaffogato è stato prontamente ricoverato nel reparto di cura della fauna selvatica dell’ENPA di Savona. I volontari hanno tolto circa 30 cm di lenza che attorcigliata alle ali e ad una zampa impediva al povero animale ogni movimento. Il gabbiano si è così lentamente ripreso e una volta ristabilitosi sarà restituito alla vita libera.

Purtroppo questo è solo l’ultimo di una lunga serie di incidenti causati dalle attrezzature di pesca a volte lasciate con noncuranza anche sulle spiagge cittadine. Un’attività di pesca, denuncia l’ENPA, praticata in maniera eccessiva sia da professionisti che da sportivi. Il tutto aggravato dai cosiddetti “pescatori di terra”, recentemente esclusi dal censimento della pesca sportiva, finalmente intrapreso l’anno scorso a tardivo recepimento delle direttive europee.

Nonostante apposita ordinanza della Capitaneria di Porto continua l’irresponsabile abbandono di ami ed attrezzi da pesca. Tra questi particolarmente pericolose sono le esche in silicone di cui restano vittime non solo i pesci ma anche gli uccelli acquatici (vedi articolo GeaPress).

Risulta  incomprensibile – sottolinea l’ENPA di Savona – che, in un momento così grave per i pesci del Mediterraneo, con il 75% delle specie in netta riduzione, si permetta ancora di pescare per sport e divertimento, per giunta praticamente senza regole ed identificazione.”.

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