cane antiveleno
GEAPRESS – Un allarme che nei giorni scorsi si era diffuso sui social network riportava di un cane morto a seguito di avvelenamento causato da esche tossiche disseminate nei parchi di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini.

In seguito a ciò, le Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente, hanno contattato il Comune di Santarcangelo e, assieme al “Nucleo Cinofilo Antiveleno” appena entrato a far parte di “Fare Ambiente”, composto da “Kira”, un Border Collie e dal suo conduttore, Antonio Citro, hanno deciso di effettuare dei controlli approfonditi, atti a verificare la veridicità circa la presenza dei bocconi avvelenati.

Kira è in grado di rilevare numerosi tipi di veleni che vengono utilizzati per preparare le ormai famose “esche killer”: preparati ad hoc in grado di uccidere sia animali di affezione che fauna selvatica. “In più – afferma il conduttore –  Kira è in grado di scovare qualsiasi alimento, perché, giova ricordarlo, le esche non vengono confezionate esclusivamente con i più svariati veleni, ma, come recentemente avvenuto, all’interno delle polpette si possono trovare anche chiodi, lamette, o altri materiali che, se inghiottiti dall’animale possono compromettere seriamente il suo stato di salute, se non portarlo alla morte”.

La prima uscita è stata fatta nel parco dei Cappuccini e purtroppo ha dato esito positivo. “Durante il servizio infatti Kira ha fiutato – ha aggiunto Antonio Citro – una pallina che parrebbe essere un topicida, ma per averne conferma dovranno essere effettuate le opportune analisi“. Del fatto verrà redatta una relazione al Corpo Forestale dello Sato e al Comune di Santarcangelo di Romagna per fare in modo che si possa contrastare il grave fenomeno. Fare Ambiente sottolinea che tali bocconi sono pericolosi per gli animali, ma chi li sparge non valuta che tale azione potrebbe causare effetti nocivi anche sulle persone, in particolare sui bambini, specie quelli più piccoli, che hanno l’abitudine di portare alla bocca tutto quello che trovano.

Circa due settimane addietro una famiglia che risiede in una frazione di Montescudo-Montecolombo – dice il Responsabile provinciale delle Guardie Matteo Fangarezzi – ci ha contattato per sporgere denuncia in merito all’avvelenamento del proprio cane, avvenuto nel giardino della propria abitazione a causa di una polpetta contenente “metaldeide”, volgarmente conosciuto come lumachicida. Fortunatamente il tempestivo trasferimento del cane presso il veterinario di fiducia ha permesso all’animale di essere salvato.” Della cosa è stata data tempestiva comunicazione alla Procura della Repubblica, a mezzo di Notizia di Reato. Chi si macchia di questi atti compie dei veri e propri reati: contravviene, infatti, alle disposizioni di cui all’Art. 544 bis, maltrattamento di animali, 544 ter, uccisione di animali e 638 C.P. che prevedono la reclusione fino a due anni o una multa che può arrivare a 30000 euro per chi uccide o maltratta animali altrui.

Per quanto avvenuto a Santarcangelo – prosegue Fangarezzi – chiediamo che chi fosse in grado di dare informazioni in merito al proprietario del cane deceduto lo faccia al più presto. E’ necessario infatti mettere in atto la procedura prevista dalla recente Ordinanza emessa dal Ministero della Salute e che prevede precisi adempimenti, e sarebbe altresì utile avere più informazioni possibili a proposito dell’avvelenamento”.

Fare Ambiente raccomanda pertanto a coloro che vengono  a conoscenza di reati in ambito zoofilo o ambientale di contattare immediatamente le Forze dell’Ordine o le Guardie Ecozoofile al numero 370 3131006, abilitato a ricevere anche messaggi whatsapp, meglio se corredati di fotografie o video.

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