GEAPRESS – Polemica relativamente ai mancati soccorsi per un barbagianni (rapace notturno e come tale protetto dalla legge) ferito dai bracconieri e per i quali era stato chiesto l’intervento della Stazione del Corpo Forestale della Regione siciliana di San Fratello (ME). Il racconto della volontaria è stato raccolto dalla sede ENPA di Catania. Secondo quanto riportato, il Barbagianni sarebbe stato rinvenuto ad Acquedolci, un Comune sulla costa, distante una decina di chilometri da San Fratello, nei Monti Nebrodi. La Forestale avrebbe però riferito alla volontaria di recarsi lei presso il distaccamento e negli orari pomeridiani. La telefonata era delle 12.00. Affrontata la strada (la signora è all’ottavo mese di gravidanza) e raggiunto il distaccamento alle ore 16.00, il rapace era però già morto. Secondo quanto riportato dall’ENPA la Forestale si sarebbe rifiutata di rilasciare copia del verbale. Un fatto grave, costato la vita ad un animale appartenente ad una specie protetta.

Di diverso avviso al Distaccamento Forestale, dove tengono a precisare che interventi di questo tipo vengono fatti almeno una quindicina di volte l’anno e si concludono con la consegna dell’animale ferito (in genere uccelli rapaci) al Centro Recupero di Messina. Non è stato rilasciato verbale perché l’animale, essendo morto, non poteva essere preso in consegna, mentre il riferimento al pomeriggio era dovuto al fatto che in quel giorno vi era il servizio pomeridiano che iniziava già alle 14.00. La volontaria, inoltre, era stata informata che ad Acquedolci potevano rivolgersi ad un Forestale per il quale erano stato indicato come mettersi in contatto. Non sapevano, inoltre, dello stato della Signora.

Peccato, perché in questa divergenza di opinioni un animale, peraltro protetto dalla legge, è morto. All’ENPA sostengono che perdeva abbondantemente sangue da un’ala. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).