cucciolo sequestro
GEAPRESS – Ad essere “ricercati”,  sarebbero due diversi gruppi di cuccioli di cane.  Ottantatrè già posseduti in anagrafe dagli allevatori ed altri 18 che fanno più direttamente parte dell’indagine avviata dal Corpo Forestale dello Stato. Gli inquirenti dovranno ora verificare dove sono finiti gli animali del primo gruppo che non sarebbero più risultati ai sopralluoghi effettuati presso alcuni allevatori della provincia di Salerno. Secondo indiscrezioni, infatti, parrebbe che i primi 83 cuccioli, siano stati ceduti in assenza della necessaria documentazione e dei controlli sanitari.

A monte, però, c’è una indagine complessa che risale ad una spedizione di cuccioli di cane provenienti dall’Ungheria e destinati ad allevatori dell’agro nocerino-sanrese. Il “carico” sospetto era di 18  animali. I successivi 83 sono invece quelli risultati ai successivi riscontri effettuati presso l’anagrafe canina.

In particolare i 18 cuccioli sarebbero stati destinati ad un’azienda del casertano che li avrebbe poi rivenduti ad allevatori della provincia di Salerno. Questo gruppo di cuccioli, sempre secondo il Corpo forestale dello Stato, avrebbe fatto parte di un “carico testato a campione” presso l’importatore. L’ipotesi investigativa è fondata sul sospetto della scarsa immunizzazione nei confronti del virus della rabbia. Dunque, aggiunge  la Forestale, sul rischio di diffusione della malattia.

Secondo gli investigatori i tre allevatori, dopo avere acquistato i 18  animali, potrebbero essersi disfatti degli stessi sottraendoli ai dovuti controlli sanitari volti alla titolazione anticorpale nei confronti del virus della rabbia.

Le denunce contestate riguardano l’abbandono di animali, diffusione di malattia, false dichiarazioni e violazioni alle norme in materia fiscale e tributaria.

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