tarta lepadi
GEAPRESS – Una grossa tartaruga Caretta caretta è stata rinvenuta nel litorale di Camerota (SA) con un grosso amo da palangaro in bocca. Un fatto, purtroppo, non nuovo che testimonia la pericolosità di certi attrezzi da pesca destinati ai pesci pelagici ma che rischiano, tra l’altro, di uccidere anche cetacei e tartarughe.

La particolarità di questo ritrovamento è la presenza di numerosi crestacei oramai cresciuti sulla lenza. Il pescatore, infatti, una volta accortosi della presenza della tartaruga, potrebbe aver tagliato il bracciolo lasciando il povero animale al suo destino. La parte di lenza attaccata all’amo, è rimasta così fluttuante consentendo l’attecchimento di numerosi Lepadi, crostacei parassiti che, quanto ritrovati sulle tartarughe, si rinvengono in genere nella regione anale.

La massa che si era formata deve avere rallentato non poco il nuoto della tartaruga che probabilmente per questo si è andata debilitando.

Il grosso animale, della lunghezza di circa 70 centimentri è stato recuperato dagli esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. A darne comunicazione sono le Guardie ENPA di Salerno.

Presso il Centro di Recupero Tartarughe della Stazione, coordinato dalla dott.ssa Sandra Hochscheid, la Tartaruga è stata slamata e pulita. Il grosso amo non sembra avere compromesso in maniera grava lo stato di salute. Per questo il grosso animale verrà a breve inserito in una vasca più adatta affinchè, forse tra un mese circa, potrà essere pronto a tornare in mare.

Presso il Centro di Recupero affluiscono altresì i dati delle Capitanerie di Porto e dell’Area Marina Protetta di Punta Camapanella. Le prime evidenze sembrano confermare la presenza in mare di tartarughe adulte probabilmente già pronte per la riproduzione.

 

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