cinghiale nina
GEAPRESS – Nina è salva. Anzi, Nino, visto che si tratta di un cinghiale maschio che però, verosimilmente rimarrà indelebilmente legato al nome che affettuosamente le era stato dato.

Con il laccio-cappio del bracconiere, da mesi stretto sulla pancia (vedi articolo GeaPress), Nina ne ha combinato di tutti i colori per sfuggire ai numerosi tentativi messi in atto dalle Guardie Parco dell’Oasi e agli operatori appartenenti al Distaccamento Territoriale di Bracciano della Polizia Provinciale di Roma.

Quello di oggi, infatti, è stato solo l’ultimo di una serie di tentativi finalizzati al recupero di Nina. Grazie anche ai solleciti pervenuti da animalisti di tutta Italia, riferisce la Polizia Provinciale, si è giunti alla decisione di porre delle gabbie a ridosso del territorio frequentato dal cinghiale.

Questo pomeriggio la svolta.  L’animale, preso in una gabbia di cattura dotata di uno spazio più ristretto per il contenimento, è stato liberato dal laccio di corda con cappio e nodo scorsoio. Il laccio aveva ormai lacerato lo strato superficiale dell’epidermide, penetrando nello strato di grasso sottocute. Per fortuna non aveva ancora causato danni irreparabili e sopratutto processi infettivi di rilievo.

Subito per Nina la visita veterinaria e le medicazioni con prodotti disinfettanti e antibiotici di copertura. Un intervento seguito già dagli scorsi tentativi, dal Medico Veterinario dott.ssa Annalisa Forlani, che non ha mai fatto mancare la sua disponibilità in tutte le fasi della delicata operazione.

Infine il responso: Nina è giudicata idonea per tornare in natura. La Polizia Provinciale di Roma, Distaccamento di Bracciano, informa comunque che verranno mantenuti i controlli da parte degli operatori della Polizia Provinciale che da giorni hanno intensificato i servizi anti bracconaggio, specie negli orari notturni.

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