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GEAPRESS – Uno sgombero avvenuto a metà aprile scorso. Circa 25 gatti rimasti tra le macerie del campo rom della Magliana, nella città di Roma. Di fatto, sostengono i volontari che si sono presi cura di loro, sono stati abbandonati. Ruspe, forze di polizia, tutto abbattuto ivi comprese le baracche con i micetti di venti giorni. A portare i volontari dai suoi micetti, è stata la gatta chiamata “Mamma coraggio”.

E’ stata lei – riferisce a GeaPress Patrizia Di Tullio, volontaria romana – a condurci dai suoi cuccioli. Una gattina dolcissima ma disperata per quel mondo che le era letteralmente crollato addosso”.

I volontari, subito dopo lo sgombero, trovano una situazione drammatica. Gatti senza cibo, ivi comprese le femmine in allattamento, sporcizia e confusione ovunque. Pian piano si provvede alla loro raccolta e sterilizzazione. Passato il breve periodo di degenza, vengono reimmessi nei luoghi. A nulla sono valsi gli appelli alle autorità. L’intero peso dell’operazione, ovvero cibo, sterilizzazione, degenza e quant’altro, grava esclusivamente sulle tasche dei volontari.

Nei luoghi vengono sistemate delle mangiatoie ma il campo dovrebbe essere preso bonificato, mentre altre voci di sbomberi si diffondono tra i volontari. Un incubo che andrebbe a sommarsi ai disagi già creati per i gatti della Magliana. Altri animali, da accudire e garantire. Nessuno, tra le autorità, aveva pensato a loro prima dello sgombero. Nessuno, tranne i volontari, continua ad occuparsi dei micetti dopo il passaggio delle ruspe. “Non riusciamo solo noi volontari ad affrontare queste emergenze conclude Patrizia Di Tullio – Abbiamo bisogno di aiuto“.

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