GEAPRESS – Libere e sotto l’occhio vigile dell’Etna ancora innevato. Questa volta il gigante di lava, che nella sua storia chissà quante ne ha viste, registra un evento positivo, ovvero il ritorno in mare di quattro tartarughe marine Caretta caretta. Avevano ingoiato plastica, scambiata verosimilmente per meduse, ma anche un accendino. Pescate nel mare delle Eolie e recuperate grazie al Centro Recupero Regionale Fauna Selvatica e Tartarughe marine di Comiso (RG) gestito dal Fondo Siciliano per la Natura. Sabato scorso la liberazione, grazie ai volontari del Centro e la disponibilità della Lega Navale e della Capitaneria di Porto di Riposto (CT). A salutare le barche che portavano al largo le tartarughe, i bambini delle scuole.

Intorno alle 13.00, si salpa. I volontari, i giornalisti, e, ovviamente, le tartarughe. Per GeaPress c’era Carlo Aprile. Sonia Terranova, del Centro di Comiso, fornisce a tutti informazioni dettagliate. La storia delle bellissime tartarughe, tutte recuperate nel 2011 e tutte con problemi di ingestione di plastica.

Le persone dovrebbero stare più attente – dice a GeaPress Sonia Terranova – può bastare una banale distrazione, come forse è successo per l’accendino, lasciato incautamente in spiaggia. Poi il mare lo porta via e può capitare che una tartaruga lo scambi per cibo. Il nostro veterinario, dott. Gianni Insacco, nel corso degli interventi ha trovato di tutto, tra cui ami da pesca“.

Ora le tartarughe sono pronte ad essere liberate.

Gradualmente – spiega Sonia – verrà introdotta dell’acqua marina nel contenitore, questo soprattutto al fine di ambientarle gradatamente alla temperatura del mare. Sono animali a sangue freddo e per loro è importante non subire sbalzi repentini di temperature. Quando saranno in mare, non dovranno subire problemi termici. Riprenderanno così a nuotare con estrema naturalezza e sarà questo il momento più bello e gratificante per la nostra attività“.

Nel frattempo le barche hanno raggiunto il largo e si inizia a preparare la liberazione. Sonia chiede un po’ di pazienza, e raccomanda a tutti di fare in modo che siano solo le tartarughe a finire in acqua … .

Una di loro “pinnetta” poco prima di essere dolcemente adagiata per la liberazione: “Saluta tutti perché è contenta” scherza una signora. E così con un saluto ed un applauso anche questa tartaruga, come tanti altri animali accolti, curati e liberati dal Centro di Recupero del Fondo Siciliano per la Natura, riconquista la tanto attesa libertà. Il momento più bello è quando si vede la tartaruga nuotare sicura e decisa nel mare Ionio che oggi si presenza di un intenso blu turchese. L’Etna, con il cappuccio bianco, controlla con la sua mole. Nei giorni scorsi ha tossito un po’ di cenere, ma oggi anche lui ha voluto essere partecipe di un evento che sicuramente infonde molta speranza. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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