asinello II
GEAPRESS – Rimane con una postura precaria l’asinello sequestrato dalla Procura della Repubblica di Rimini a seguito del controllo eseguito lo scorso luglio in un allevamento della provincia, dalle Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente. Secondo le stesse Guardie, il povero animale sarebbe ancora condizionato dai postumi di quelle unghie non curate da anni.

L’intervento delle Guardie Ecozoofile creò molto scalpore per le condizioni descritte sui luoghi.

In particolare, è stata riportata la presenza di alcune strutture semi abbandonate e di alcuni asini e cavalli. Allo stesso tempo, sottolinea sempre Fare Ambiente, un odore nauseabondo che proveniva dal terreno. Proprio in quell’allevamento c’era poi l’asinello, privo di copertura e tenuto legato ad una corda. Il povero animale  presentava le unghie di una lunghezza tale da limitarne le possibilità di movimento.

Inoltre, in un box, angusto e privo di copertura, era presente un cane di taglia medio-grande in apparente stato di malnutrizione, privo  di una qualsiasi copertura. Un’ulteriore controllo in una baracca conduceva all’origine del fetore nauseabondo. Le Guardie Ecozoofile, infatti, rinvenivano i resti di un povero cane che era stato appeso all’interno della struttura. Nel campo, inoltre, erano sparse numerose ossa verosimilmente appartenenti a dei cavalli.

Alla luce di quanto scoperto, la Magistratura ha poi disposto il sequestro dell’area. Un sequestro eseguito dalle Guardie Ecozoofile che hanno poi affidato ad una struttura in grado di prendersene cura, gli animali ritrovati. In particolare, l’asinello e il cavallo sono stati ricoverati in una struttura apposita gestita da un’associazione di volontari così come le pecore e gli animali da cortile, galline e faraone, che sono state portate al sicuro.

Il cavallo, riferiscono le Guardie Ecozoofile, sta ora in buone condizioni di salute. In buone condizioni generali anche tutti gli altri animali. Si spera, con il tempo e le cure adeguate, nel recupero dell’asinello.

Le accuse rivolte a chi venne identificato nei luoghi sono state quelle di maltrattamento e macellazione clandestina.

 

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