GEAPRESS – La prima notizia è senz’altro positiva. Ben cinque rapaci sono tornati in natura grazie all’impegno del Centro Recupero Animali Selvatici di Rende (CS). Con una “scorta” di tutto rispetto, ovvero la Polizia Provinciale di Crotone, tre gheppi e due poiane hanno riguadagnato la libertà nelle pendici della catena costiera. Due dei tre gheppi provenivano da un maxi sequestro di fauna selvatica avvenuto, ad opera del NIPAF del Corpo Forestale dello Stato, nel mese di luglio a Crotone (vedi articolo GeaPress) mentre una delle due Poiane, era stata recuperata in mare, grazie all’impegno di una famiglia di Mantova in vacanza a Fiumefreddo Bruzio, in provincia di Cosenza (vedi articolo GeaPress).

Una conferma, questa, degli importanti segnali che continuano a pervenire sulla maggiore sensibilità delle persone ma anche una apprensione per i rischi derivanti dalla recente apertura della stagione venatoria. Anzi, per la Calabria, dovrebbe parlarsi di rischi da pre-apertura, da più parti criticata anche per il pericolo di illegittimità. Ed a questo proposito, dicono al CRAS di Rende, sono arrivate proprio nei giorni scorsi, le prime vittime della nuova stagione venatoria. Un bellissimo Astore, abbandonato davanti al cancello del CRAS da mani ignote ed una Poiana ferita da qualche bracconiere, come evidenzia il pallino conficcato nelle coscia dell’animale.

Entrambi gli animali saranno ora curati dagli esperti del CRAS di Rende, in attesa di una liberazione all’interno di un’area protetta. Sperando che in futuro almeno lì si continui a non sparare (vedi articolo GeaPress). 

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