GEAPRESS – Una fontana in costruzione nei pressi di Ponte della Libertà. Ovvero, stante quanto accaduto nella notte tra il sette e l’otto febbraio, quasi una sorta di trappola per cani.

Una stretta apertura ed un cunicolo in cemento dalla direzione circolare. Buio, umido e pieno di insidie. A descriverlo in tal maniera a GeaPress è Daniela Gironda (nella foto in gallery con i cuccioli), dell’associazione “Il Gattonero Onlus”. Nella notte la chiamata allarmata di una signora. Una cagna ha partorito  nel cunicolo della fontana.

Daniela e le altre volontarie non ci pensano due volte. Pochi minuti e sono già nel cunicolo. “Ho avuto quasi paura – riferisce Daniela Gironda a GeaPress – Quel corridoio circolare, con il tetto che si abbassava sempre più, sembrava non dover mai finire. Il pavimento era pieno di materiale, mentre l’umidità penetrava nelle ossa“.

Incredibilmente, in fondo al cunicolo, un vano quasi del tutto chiuso eccetto che per una piccola apertura. Li dentro i tre cuccioli e la cagna. Solo che in quella sorta di stanzetta da incubo, totalmente al buio, c’erano altre aperture ancora più piccole dove i cagnetti e la loro madre, si andavano a rifugiare.

Ad intervenire in soccorso dei cani, e probabilmente anche delle ragazze addentrate in quel budello orrendo, i Vigili del Fuoco di Reggio Calabria. Raggiunta la piccola apertura, il problema maggiore è stato, però, come potervi entrare. Un Vigile del Fuoco riesce così ad allargare il varco che rimane ancora troppo piccolo per potervi entrare. Non per Daniela, la quale senza esitazione, raggiungere i cuccioli.

Il vano è sottolivello ma la volontaria riesce lo stesso a raggiungerlo ed a recuperare, uno ad uno, i tre cuccioli. Per la madre, invece, niente da fare. Troppo diffidente per farsi prendere. “Secondo me – aggiunge Daniele Gironda – è ora nuovamente in quel posto, anche se avevamo cercato di coprire l’entrata“.

Non è la prima cucciolata che le volontarie de “Il Gattonero Onlus” riescono a salvare. Le emergenze, a Reggio calabria, non finiscono mai. Inefficace prevenzione del randagismo e forse un territorio difficile da controllare. I quartieri di Reggio crescono, ormai da decenni, all’interno delle vallate delle fiumare. Palazzi che si mischiano alle campagne ed ai piccoli centri una volta isolati. Una situazione ideale per il randagismo. Poi, a complicare la cose, pure le fontane con i cunicoli.

Le volontarie riferiscono che già prima di quella fontana, la stessa cagna frequentava la zona. Imprendibile. Costruiva la sua tana scavando nella terra. Ora, invece, ha trovato quella sorta di grotta in umido cemento.

La speranza è che il Comune di Reggio, oltre ad impedire l’accesso, aiuti i volontari. Stante così le cose quella cagna riproporrà a breve un bis dell’incredibile salvataggio. Intanto, per i cagnetti ora recuperati, l’appello è per l’adozione.

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