GEAPRESS – La fontana mai completata di Reggio Calabria, non finisce di riservare sorprese. Fatti insoliti o forse no, visto che quasi mai, ai tanti cuccioli trovati morti in posti assurdi, si ricorre ad una ecografia.

Nel caso della fontana mai finita di Reggio Calabria, le cose sono andate diversamente grazie alle volontarie dell’associazione “Il Gattonero Onlus”. La scorsa settimana, coadiuvate dai Vigili del Fuoco di Reggio Calabria, entrarono nell’orrido scheletro di cemento di quella fontana, salvando la vita ai tre cuccioli (vedi articolo GeaPress ).

I tre cagnolini, da allora, hanno avuto  tutte le cure necessarie. Poi la speranza di poterli dare al più presto in adozione. Sembrava procedere tutto per il meglio, ma poi uno di loro, iniziò a star male. I primi esami disposti dal Veterinario non evidenziavano anomalie particolari. I valori ematici erano tutti nella norma. Il cagnolino, però, di lì a poco, avrebbe rischiato di perdere i sensi. Un primo esame ecografico rilevava così la presenza di corpi estranei nel pancino. Un chiodo, già visibile nella lastra ed un secondo oggetto, indefinito, di probabile natura metallica.

Il cagnolino, tra i rifiuti, aveva evidentemente mangiato quello che aveva trovato attorno. La preoccupazione ricadeva così anche per gli altri due cuccioli. Ed infatti, uno dei due, aveva anch’esso l’immancabile pezzo metallico oltre che una targhetta di plastica come quella che si inserisce sulla carne di pollo al supermercato.

Il Veterinario disponeva così l’intervento chirurgico e dal pancino dei due poveri cagnolini, sono iniziati a venir fuori, piccoli, quanto pericolosi, rifiuti di  Reggio Calabria. Il chiodo ricurvo, i due pezzi piatti di metallo e la targhetta per l’etichettatura della carne di pollo.

La fase post operatoria sta procedendo tranquillamente, ma sarebbe bastato veramente molto poco perchè le cose degenerassero. Anzi, il tutto potrebbe nuovamente presentarsi, visto che la cagna che ha partorito quei cuccioli, appartenente ad un gruppo di cani randagi della zona, è imprendibile.

Tempo addietro – riferisce a GeaPress Daniela Gironda, volontaria di “Il Gattonero Onlus” – provammo con la cerbottana ed il dardo tranquillante portato da un Veterinario proveniente da Trieste. Riuscimmo con un’altra cagna del gruppo. Per la madre dei cuccioli – aggiunge Daniela Gironda – non ci fu niente da fare“.

I volontari riproveranno  con un Veterinario di Reggio, ma per il resto, si va avanti a vista. Eppure Reggio Calabria ha un moderno canile consegnato nel 2008 e mai aperto. Poi un altro canile, gestito da volontari, i cui cani rischiano però di essere deportati in un canile privato convenzionato.

Una ipotesi che ai volontari fa paura. Basterebbe un diverso impiego dei soldi. Innanzitutto, per il caso specifico, mettere in sicurezza lo scheletro di cemento di quella fontana (qualcuno ha rimosso le tavole sistemate per impedire l’accesso ai cani). Occorrerebbe poi un modico investimento per le sterilizzazioni ed il controllo del randagismo tramite la lettura dei microchip. Ed invece, si va avanti in questa maniera.

Prima di questo episodio – spiega Daniela Gironda – quella cagna aveva partorito nello stesso posto. Aveva scavato un tunnel di due metri nella terra. Non fu difficile recuperali, ma in questo caso si può senz’altro dire che la storia non solo non si risolve ma volge di sicuro al peggio. Intanto – ha concluso la volontaria – sono felice che i cuccioli stiano bene e speriamo al più presto di poterli dare in adozione“.

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