scimpanzé
GEAPRESS – Quattro femmine di scimpanzè, tra cui una cucciola di tre anni, sono stati posti sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato ad una donna che li avrebbe utilizzati per spettacoli di intrattenimento all’interno di una struttura che la ospitava insieme agli animali.

Sempre secondo il Corpo Forestale dello Stato, la donna, che aveva cresciuto un gruppo di sette animali in una abitazione vicino Berlino, li aveva abituati ad obbedire ai suoi ordini con mezzi gli inquirenti definiscono “violenti e costrittivi come spruzzare acqua a pressione in testa, usare fruste o addirittura una pistola a salve per impaurirli”.

Dalle prime rilevanze investigative sembra che l’uso della pistola sia stato l’elemento più grave evidenziato dalla sezione  CITES centrale. Dalle testimonianze acquisite si è appreso che la pistola sarebbe stata usata per terrorizzare gli animali anche sparando a contatto con il corpo. In tale maniera, evidenziano gli inquirenti, si sarebbe causato oltre che stress continuo da rumore anche dolorose ferite cutanee. In tal senso avrebbero riscontrato i veterinari del Parco dove gli animali sono attualmente ospitati.

Questo situazione ha avuto termine quando la famiglia di primati è approdata nel Parco Zoo romagnolo cui erano stati ceduti, e dove gli era stato realizzato un exhibit (area espositiva) ampio ed idoneo. I guardiani della struttura si sono accorti dei metodi utilizzati dalla donna durante l’inserimento, denunciandola al Corpo forestale dello Stato che è intervenuto  sequestrando i quattro animali e gli strumenti di coercizione. Il fascicolo è affidato alla Procura della Repubblica di Ravenna che deciderà il destino degli animali, ora affidati in custodia giudiziaria al responsabile del Parco. La donna è stata denunciata con l’accusa di maltrattamento di animali.

Come noto lo scimpanzé è una specie straordinaria, protetta dalla convenzione di Washington nella lista rossa (app. 1). Una antropomorfa che condivide con l’uomo fino al 98% del dna, tanto da essere stata oggetto di consistenti traffici illeciti per decenni, per essere utilizzata come animale da compagnia, nella ricerca biomedica clandestina, nei circhi, per foto e spettacoli.

La vicinanza con l’uomo è confermata da recenti studi comparati, utili anche per comprendere l’evoluzione umana. La capacità di gioire, ma soprattutto di soffrire in determinate condizioni di privazione di libertà o maltrattamenti, rende questi animali così vicini al sentire umano da enfatizzare il grado di crudeltà cui erano sottoposti.

 
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