GEAPRESS – Il fiume Vibrata che ha invaso di canile di Alba Adriatica, in provincia di Teramo (vedi articolo GeaPress) è rientrato nel suo alveo e questo, assieme ad una minore veemenza degli eventi meteorici, fa ben sperare. Rimane comunque alto il suo livello, tenendo così in ansia i responsabili della struttura che hanno cercato, chiamando finanche un geologo, di trovare una sistemazione più sicura per i cani. Quelli morti sono saliti intanto a trentacinque. Due in più rispetto agli ultimi conteggi dell’altro ieri sera, sono morti a causa delle ferite, mentre sono stati ritrovati gli altri due che si temeva essere stati travolti dalle acque. La signora Charlotte Splimann ringrazia tutti per gli aiuti. Il Sindaco di Alba, Giovannelli, la Protezione Civile, il Corpo Forestale dello Stato ed Edoardo Stoppa che ieri, con la troupe di Striscia la Notizia è andato nei luoghi del disastro.

Nonostante la drammatica situazione nella quale si ritrova, la signora Charlotte chiede che notizie arrivano dalle altre parti. Si è saputo, infatti, di intere greggi portate via dalle piene proprio nelle Marche, delle pecore morte nel catanese (vedi articolo GeaPress), delle mucche del metapontino, nella Basilicata ionica. Qui, in contrada Pantano, proprio stamani la Protezione Civile è riuscita ad entrare nella stalla fotografata due giorni addietro da GeaPress con le mucche ed i cavalli arrivati, chissà come, sui tetti (vedi fotogallery). Quelle rimaste dentro, quasi trecento, sono morte quasi tutte. Solo in pochissime si sono salvate e sono ora bloccate tra le carcasse delle centinaia morte annegate. Poco meno di un centinaio, sono riuscite a fuggire durante il nubifragio e la Protezione Civile ha trovato per loro uno stallo temporaneo. Salvo anche il gattino fotografato da GeaPress sopra una balla di fieno in balia della piena. Appena l’impeto delle acqua lo ha reso possibile il povero micio è stato recuperato ed è anch’esso in un luogo sicuro.

Oggi è ancor di più un giorno triste. Nelle Marche ed in Puglia (dove era originaria una delle vittime) si sono svolti i funerali di due delle vittime della piena dell’Ete Morto. Un bilancio pesantissimo. Tanta distruzione ma, forse, anche mancata prevenzione. Dissesto idrogeologico, sicuramente. Basta ricordarsi, però, che per dissesto non si intende solo montagne disboscate e edificate finanche in luoghi impossibili. I fiumi (tutti, compreso un piccolissimo torrente) hanno due “letti”. Quello di magra, dove normalmente le acque scorrono, e quello di piena. Sono proprio queste ultime aree ad essere invase dall’uomo. Quando un fiume supera o rompe gli argini predisposti per contenere le piene, l’acqua non fa altro che riprendersi i luoghi che la natura aveva previsto per disperderne l’energia. Il fiume li trova occupati, e succede quello che succede. Sarà un caso, ma la stalla dove in queste ore si stanno ancora contando le almeno trecento mucche morte, sorge in una contrada che si chiama “Pantano”. Vuole forse significare qualcosa?
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