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GEAPRESS – Salvato grazie all’ impegno di Agripunk, che in Toscana gestisce una struttura di accoglienza di animali salvati dal macello, e agli attivisti di Resistenza Animale.

Si tratta del vitello “Scilla”, di “razza francese” secondo i canoni voluti dall’uomo.

Lo scorso aprile venne osservato dai passeggeri di un traghetto, nelle agitate acque dello Stretto di Messina. Nuotava disperatamente verso la salvezza, caduto probabilmente da una nave fattoria diretta in Libano.

Da quel traghetto partì la chiamata per la Capitaneria di Porto che avvisò, per le operazioni di recupero, i Vigili del Fuoco di Messina. Giunti i soccorsi si riuscì, non senza difficoltà, ad imbracare il vitello (inizialmente scambiato per una mucca) e trasportarlo verso la sponda messinese dello Stretto. Arrivò sfinito, cadendo in terra sull’asfalto del molo. Nei luoghi venne chiamato un Veterinario dell’ASL e la Polizia Municipale di Messina che dispose il trasporto in un allevamento della provincia.

Un brivido, però, arrivò alle orecchie degli animalisti. Scilla verrà ucciso!

Inizio così il pressante invito per la autorita sanitarie alle quali si agginse l’ENPA che riuscì a sciogliere i mille impedimenti burocratici che fecero allungare i tempi fino ad oggi.

Scilla, vaccinato ed autorizzato, è giunto in queste ore nel rifugio di Agripunk. Vivrà senza dovere più temere  macellazione. Avrà una libertà vigilata, non potrebbe essere altrimenti; vivrà, però, tutta la vita in prati verdi circondati dai boschi. Avrà attorno a se persone che lo vedranno come un essere senziente, un individuo al quale non mancherà l’affetto di chi tanto si è speso per portarlo in salvo. Caparbio e probabilmente disperato ha infine ottenuto, così come avrebbero scelto i suoi tanti compagni di “viaggio”, quello che voleva. Semplicemente vivere.

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