patore tedesco
GEAPRESS – Un controllo antiabbandono e prevenzione maltrattamenti operato dalle Guardie Zoofile della sezione Enpa di Firenze in zona Macrolotto nel Comune di Prato. All’improvviso,  i guaiti di un cane che sembravano provenire  da un capannone industriale.

Veniva così notato un cucciole di pastore tedesco che appariva attaccato ad una ringhiera con una catena di meno di due metri.

L’animale, riferiscono le Guardie dell’ENPA, si sarebbe così trovato costretto a giacere e camminare sopra un cumulo di rifiuti per lo piu’ composti da bottiglie, lattine rotte e da assi di legno da cui fuoriuscivano numerosi lunghi chiodi arrugginiti. Il cucciolone, inoltre, risultava non avere a disposizione né cibo, né acqua ed era privo di qualsiasi riparo.

Alcuni cittadini cinesi li’ presenti asserivano di non sapere di chi fosse il cane.

All’insistenza degli agenti dell’ Enpa, finalmente, un cittadino sempre di nazionalità cinese, riferiva che il cane era suo e che lo aveva acquistato qualche settimana prima da un connazionale. Dai riscontri effettuati sul posto attraverso il controllo del microchip, il cane risulterebbe essere di un cittadino italiano di Santa Maria Capo a Vetere in provincia di Napoli.

Di conseguenza, vista la situazione non chiara, le mancanza di spiegazioni convincenti da parte del presunto proprietario e le condizioni in cui l’animale veniva tenuto, le guardie zoofile ENPA procedevano all’immediato sequestro cautelativo amministrativo dell’animale e alla contestazione di due sanzioni amministrative per infrazioni al regolamento di tutela animali del Comune di Prato.

Il cucciolone, prelevato dall’associazione S.O.S. animali è ora custodito presso il canile del Calice di Prato.

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