cane in gabbia
GEAPRESS – Cani tenuti 24 ore su 24 legati a catena di un metro e mezzo.

Questa una delle segnalazioni pervenute all’OIPA di Prato circa le condizioni di detenzione dei cani in un’area della città ricca di aziende gestite da cittadini di origine cinese.

Eva, ad esempio, non sarebbe mai stata slegata, tenuta al sole, dietro un pannello di plastica, nutrita con avanzi, putrefatti, senza acqua. La sua funzione sarebbe dovuta essere quella di “fare la guardia” ad un capannone. La cagna, ceduta dai proprietari in quanto non interessati ad adeguarsi alle normative, dopo tre mesi di riabilitazione fisica ed emotiva presso un rifugio, è stata accompagnata dalle guardie stesse dalla splendida famiglia che l’ha adottata.

Eva è uno dei 40 cani divenuti oggetto di intervento delle guardie zoofile OIPA di Prato e provincia. Un impegno durato quattro mesi, nel corso del quale sono stati controllati la quasi totalità dei cani detenuti nei capannoni.

Cani spesso di razza e di grossa taglia che dovrebbero fungere da deterrente per eventuali intrusioni, che di fatto, afferma sempre l’OIPA, sarebbero costantemente detenuti in gabbie anguste piazzate nei cortili delle fabbriche, legati a catene corte, senza riparo, senza acqua e con cibo insufficiente e inadeguato. Le guardie zoofile OIPA Prato, al fine di sensibilizzare e informare al comunità cinese, hanno realizzato un volantino bilingue con i consigli per una corretta convivenza con gli animali, specificando anche che la violazione della normativa vigente in merito comporta sanzioni amministrative.

Stampato in oltre mille copie, il volantino è stato distribuito porta a porta e presso studi veterinari e luoghi di ritrovo.

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