catena ferro
GEAPRESS – Un controllo, riferisce l’ENPA di Pistoia,  avvenuto in un allevamento della provincia. Una segnalazione che avrebbe portato gli operatori della Protezione Animali innanzi ad una scena definita “agghiacciante”.

“Una cagna meticcia di pastore tedesco tenuta a catena con un collare di ferro, stretto attorno al collo, le cui punte ritorte penetravano nella carne dell’animale che era sanguinante ed infetto”.

Per l’ENPA si tratterebbe di uno strumento di tortura che potrebbe essere stato predisposto non a caso. Il dolore causato nel tentativo di liberarsi, avrebbe peraltro peggiorato la situazione.

Il cane, riporta sempre la Protezione Animali, emanava un odore nauseabondo a causa dell’infezione causata dalle punte di ferro penetrate nella carne viva. L’allevatore si sarebbe difeso asserendo che il cane non apparteneva a lui ma ad un parente, e che era legato alla catena perché era particolarmente vivace.

Gli operatori dell’Enpa hanno subito  chiamato la Polizia Municipale che è intervenuta prelevando l’animale dall’allevamento, per trasferirlo al Canile Sanitario di Pistoia ed operarlo con la massima urgenza. Il cane aveva anche la febbre a 40 gradi.

L’ENPA ha già annunciato di costituirsi parte civile nel caso il procedimento penale dovesse andare avanti, rendendosi altresì disponibile ad assumersi la proprietà dell’animale al fine di trovargli una nuova adozione, promuovendone, inoltre, la confisca.

Sulla vicenda, però, pesa il possesso di un altro cane e degli animali da reddito. Anche per la loro tutela vi è l’impegno dell’ENPA.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati