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GEAPRESS – Situazione in piena emergenza, dalla Sardegna alla Calabria. Nella prima regione i morti, rispetto a stamattina (vedi articolo GeaPress ) sono purtroppo saliti a 18, mentre sarebbero numerose centinaia gli sfollati nelle province colpite dal nubifragio. 2700 secondo la Protezione Civile.

Impossibile potere ancora quantificare i danni subiti dagli allevamenti, ma da più parti arrivano notizie di greggi ed altri allevamenti, coinvolti nella furia delle acque. L’ENPA ha già preso contatti con il Sindaco di Olbia per l’invio dell’Unità di Intervento Nazionale per la Protezione Animale, ma l’emergenza riguarda anche le province del Medio Campidano, Oristano e Nuoro.

Meno violenta del previsto la pioggia che questo pomeriggio ha interessato la parte sud occidentale dell’isola. Tutto tranquillo, a tal proposito, anche per i volontari del CABS, in questi giorni in montagna per contrastare l’azione degli uccellatori. Il mal tempo sembra spostarsi verso il nord Africa, nel basso tirreno, nella Sicilia occidentale e soprattutto nella costa occidentale della Calabria dove per domani sono attese intense precipitazioni.

E’ andata peggio oggi nella parte orientale della stessa regione, dove un lungo fronte temporalesco, formatosi nello Ionio, ha interessato sia la provincia di Catanzaro che il crotonese, spingendosi poi in Basilicata, Puglia ed in buona parte del mar  Adriatico dove per domani, soprattutto nella parte antistante le coste tra Marche ed Emilia Romagna, sono previste forti piogge. Imminente l’irruzione nel mediterraneo della “goccia fredda” con un sensibile calo delle temperature

Nel crotonese è straripato il Neto (vedi Video), coinvolgendo anche alcune aziende agricole, ma ancora non è ben chiara l’entità dei danni.

Drammatica la situazione per il rifugio dell’Associazione Anima Randagia di Catanzaro. Venti cani, tutti salvati dal maltrattamento ed accolti dai volontari. Il fango è arrivato fino ad ottanta centimetri di altezza. “Siamo disperati – riferisce a GeaPress Francesca Console, presidente dell’Associazione – per domani attendiamo ruspa e camion. La recinzione è venuta giù ed abbiamo tutto a soqquadro“. Il fango è arrivato anche dove erano conservate coperte, crocchette ed  i medicinali delle terapie in corso. Otto cani sono stati trasferiti in altra zona ma è l’intero rifugio ad essere andato in malora. Occorreranno lavori urgenti ed altri di ristrutturazione. Un appello per un aiuto immediato è stato lanciato in queste ore dall’associazione Anima Randagia.

Hanno rischiato grosso anche gli ottanta cani ed i venti gatti del rifugio “Gli amici di Susy” a Villacidro nella provincia del Medio Campidano. Stamani i Vigili del Fuoco hanno dovuto abbattere sotto una intensa pioggia (vedi foto) alcune parti del muro perimetrale. Il rifugio si era infatti trasformato in un lago. I Vigili del Fuoco hanno così predisposto dei canali di drenaggio per fare defluire l’acqua. “Ringraziamo chi già ci ha inviato delle coperte ma siamo in piena emergenza – riferisce a GeaPress Maria Anna, volontaria del Rifugio – Nei paesi vicini sentiamo di allevamenti colpiti e di tanti problemi alle persone e agli animali. Sentiamo dire che è messo molto male il paese di  San Gavino con aziende agricole isolate e grossi disagi per la popolazione. Villacidro è in collina ma non il rifugio. In questo momento ha ripreso  a piovere e la luce va e viene. Abbiamo paura per i nostri cani e ci appelliamo al buon cuore delle persone. Tutto è andato sott’acqua, crocchette comprese“.

Motopompe in azione ancora nel Rifugio “Fratelli Minori” della LIDA di Olbia. “La città è in ginocchio – gridano i volontari – e qui continua a piovere. Abbiamo acquistato una pompa idraulica che sta svuotando i recinti dall’acqua che è entrata. I cani sono bagnati – spiegano i volontari – ma ringraziamo chi già ha pensato a noi. Continuiamo ad essere in piena emergenza“.

Precarie le comunicazioni telefoniche con Olbia. La luce, poi, va e viene anche da quelle parti.

La Sardegna, parrebbe essere ormai fuori dai violenti nubifragi delle scorse ore. Per capire l’entità di quanto successo basti considerare che vi sono state stazioni che hanno fatto registrare oltre 450 ml di pioggia caduta in poche ore. Significa che in appena un metro quadrato di superficie  si sono riversati dal cielo ben 450 litri di acqua. Valori da record storico.

N.B.: rispetto ai dati che sono stati inizialmente diffusi sul numero delle vittime, quelle accertate al 20/11/2013 sono 16 e non 18 come riferito nell’articolo

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