gatto incendio
GEAPRESS – Un canneto in fiamme nelle campagne di Partinico (PA). Un automobilista che si trovava a passare nei pressi ha sentito  le urla disperate di un micetto. Fermata la macchina, non ha esitato a cercarlo proprio tra la vegetazione avvolta dal fumo.

Un micetto, del peso di circa 100 grammi, è stato così recuperato bruciacchiato nel volto e nella coda.

Subito sono partiti i soccorsi dell’associazione AnimAnimalista che ha provveduto al prelievo del gatto ed alla visita veterinaria.

I fatti sono avvenuti ieri sera ed il micetto è attualmente accudito da Giulia Petrucci, la volontaria che proprio un anno addietro, “armata” di solo megafono,  provvide nottetempo a scacciare alcuni bracconieri che sparavano ai conigli tra le montagne di Torretta (vedi articolo GEAPRESS).

Il micetto, alla visita veterinaria, è risultato affetto dalla rinotracheite, una malattia infettiva molto pericolosa per i gatti. Anche per questo è ora sottoposto alla terapia antibiotica. I danni causati dall’incendio sono per fortuna limitati. Non è da escludersi che lo spesso strato di muco causato dalla rinotracheite  ha in qualche maniera protetto il micetto dal fumo dell’incendio.

In quegli attimi concitati – riferisce Giulia Petrucci a GeaPress – non si è arrivati a prendere il nominativo della persona che ha salvato il micetto. Non ero personalmente presente ed è stata la stessa persona a premurarsi di mettersi in contatto con chi mi ha poi avvisato. Vorrei approfittare per ringraziarlo – aggiunge la responsabile di AnimAnimalista – senza di lui quel gattino sarebbe ora morto“.

A breve, per il povero micio, potrebbe essere sciolta la prognosi. Intanto, la scorsa notte, ha dormito tranquillo, nonostante quanto passato.

Purtroppo episodi di questo genere sono molto  frequenti. La pessima abitudine di dare fuoco ai fossi è ancora molto in uso ed a farne le spese sono gli animali che vivono nei canneti o che vi hanno trovato rifugio. Nel caso del gattino, potrebbe però essere stato quell’incendio a salvarlo. Nascosto nel folto della vegetazione e con la malattia che lo aveva ormai assalito, sarebbe probabilmente morto a causa dell’infezione. Per lui, ora, una concreta possibilità di salvezza.
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