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GEAPRESS – Nuovo intervento del Corpo Forestale dello Stato del CTA (Coordinamento Territoriale per l’Ambiente) del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Dopo il sequestro di lacci in acciaio lunghi due metri, sistemati dai bracconieri per la cattura della fauna selvatica, il CTA ha provveduto al salvataggio di un cane incredibilmente legato ad un arbusto con una corda di appena 15 centimetri di lunghezza.

Il cane, spiega il Parco Nazionale, sarebbe sicuramente morto dopo una lunga ed atroce agonia.

Il Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Castelli (TE) dipendente dal CTA del Parco, ha subito provveduto a liberare il cagnolino e disporre per le cure necessarie. Secondo la Forestale, il cane, probabilmente non microchippato, avrebbe mostrato subito un atteggiamento confidenziale con l’uomo. Si trattava, dunque, di un cane padronale, abbandonato nella boscaglia.

Secondo il Parco Nazionale il cane, appena liberato, ha ringraziato i  soccorritori con un atteggiamento di gran simpatia che dovrebbe far riflettere sulla riconoscenza e sui sentimenti che un animale è capace di trasmettere all’uomo anche dopo aver subito il più terribile dei tradimenti.

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