lupa lucretili
GEAPRESS – E’ in via di guarigione la lupa salvata lo scorso settembre a Monte Matano, nel territorio del Parco dei Monti Lucretili. Una zampa del povero animale appariva orrendamente ferita in un laccio-cappio dei bracconieri (vedi articolo GeaPress).

Ad intervenire, nel settembre dello scorso anno, erano stati i Guardiaparco del Parco Regionale Naturale dei Monti Lucretili, insieme ai Forestali del Comando Stazione di Palombara Sabina.

Ad occuparsi della lupa erano intervenuti i Veterinari della Croce Azzurra e quelli della Clinica degli animali esotici (entrambi di Roma), i quali controllano presso il Giardino Faunistico del Parco dell’Abatino di Poggio S. Lorenzo (Rieti) lo stato di salute dell’animale (vedi articolo GeaPress). La lupa, da allora,  ha subito vari interventi per la ricostruzione della zampa, anche se l’estremità  dell’arto non è ancora completamente rimarginata e ci vorrà del tempo per una guarigione ottimale. Non si fa avvicinare dall’uomo ed è veloce nei movimenti: questo comportamento fa sperare con qualche riserva, che possa ritornare in libertà al momento opportuno.

Di certo molti cambiamenti tutti in posito dal giorno del ritrovamento. La zampa posteriore sinistra era stata rivenuta serrata da una trappola a cappio collocata da bracconieri per la cattura dei cinghiali. Per liberarsi dal cappio, la lupa si era rosicchiata la zampa. Una volta liberata dalla trappola, dopo un primo soccorso, era stata trasportata con non poche difficoltà al Parco dell’Abatino dove ha ricevuto le cure del caso. Il rischio era quello dell’amputazione dell’arto ma grazie alle cure ricevute tale eventualità è stata scongiurata. L’amputazione, riferisce il Parco dei Monti Lucretili, avrebbe significato  la preclusione del ritorno in natura. La lupa aveva circa 18 mesi.

Il Giardino Faunistico dove è stata ricoverata, ha un’area di circa 10 ettari ed ospitata, oltre alla lupa ferita, vari animali bisognosi di ricovero e cure tra i quali: volpi, cinghiali, tassi, caprioli, istrici, rapaci diurni e notturni. Occorre aggiungere che negli ultimi due anni il Parco dell’Abatino ha curato e reinserito in natura tre esemplari di lupo. A due di essi sono stati applicati radiocollari per monitorare i loro spostamenti.

L’ospitalità e l’assistenza è una delle più importanti attività fornite dal Parco Faunistico e viene svolta con la collaborazione del Parco dei Monti Lucretili, il Corpo Forestale dello Stato e con associazioni ambientaliste.

A tale proposito Il Parco dei Monti Lucretili  ringrazia le Forze dell’Ordine, i Veterinari della Clinica Croce Azzurra e della Clinica degli animali esotici, gli esperti del Parco dell’Abatino che si prodigano per la lupa e tutti coloro che hanno aderito alla raccolta fondi, tutt’ora disponibile, “SALVIAMO LA LUPA” a sostegno del Giardino Faunistico.

Un impegno dall’alto valore educativo. Nella giornata di domani la scuola primaria Cesare Oreglia di Frasso Sabino, accompagnata dal Servizio Educazione Ambientale del Parco dei Monti Lucretili, visiterà il Giardino faunistico del Parco dell’Abatino.

Non sarà però consentito di avvicinare la lupa convelescente, per garantirle la massima tranquillità possibile.

Putroppo sembra non conoscere fine lo sterminio dei lupi italiani. Nelle scorse ore, tre lupi sono stati rinvenuti avvelenati in provincia di Matera (vedi articolo GeaPress).

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