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GEAPRESS – Rientra l’allarme nei territori di Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi e Villavallelonga per quello che il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise definisce “l’uso ignobile di veleno diffuso da parte di criminali ambientali”.

L’attività di controllo del territorio svolto dal Corpo Forestale dello Stato e dal Servizio di Vigilanza del PNALM ha portato a pelustrare un’area di ben dieci chilometri quadrati. Oltre 80 uomini, tra personale del CFS e Guardie del PNALM oltre le 2 unità cinofile antiveleno, hanno setacciato i luoghi non trovando traccia  di bocconi avvelenati nè tanto meno di animali deceduti.

Si ricorda che, a seguito del ritrovamento  di un  piccolo esemplare di orso che vagava all’interno della Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) in località “Prati d’Angro” – Comune di Villavallelonga (AQ), si era ipotizzato che mamma orsa potesse essere morta per cause non naturali. Nel recente passato e nella stessa zona erano state rinvenute volpi avvelenate e, nella giornata di venerdì, a poca distanza dalla località “Prati d’Angro”, uomini della Forestale e del PNALM avevano ritrovato anche un lupo adulto morto.

Per questo sono scattate le operazioni di rastrellamento, con pattuglie miste di Forestali e Guardie del PNALM, tese a verificare se sul territorio non si fossero animali deceduti per cause sospette; contestualmente sono state attivate anche due unità cinofile antiveleno del CFS dislocate presso il Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga.

Nell’attività di ricerca di mamma orsa ed in quella di elitrasporto delle unità cinofile antiveleno è stato utilizzato un elicottero della base Aerea di Pescara del Corpo Forestale dello Stato.

Buone notizie giungono infine dalla sezione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Avezzano. Da una prima analisi necroscopica della carcassa di lupo rinvenuto nella giornata di venerdì i veterinari, sebbene si debbano aspettare gli esiti degli esami tossicologici, tendono ad  escludere che il decesso possa essere collegato a morte per avvelenamento. Infatti, sul lupo, più che adulto, sono state rinvenute due fratture di cui all’anca, che inducono ad ipotizzare una ridotta capacità predatoria dell’animale e lo stomaco vuoto.

Circa lo stato di salute dell’orsetta, il Parco tiene a comunicare che le sua condizioni appaiono stabilizzate, tendendo a migliorare di ora in ora. L’orsetta è affidata alle cure dello staff veterinario dell’Ente Parco.

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